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Ferrara riparte anche con l’arte

Dopo la chiusura forzata dei mesi passati, Ferrara riapre le sue sale per permettere agli occhi dei visitatori di ammirare l’intensa fioritura artistica che l’ha caratterizzata nei secoli andati, mantenendo comunque uno sguardo attento anche ai fenomeni contemporanei. Porte aperte per la mostra dedicata a Previati, per il museo di Schifanoia e per il nuovo appuntamento con il famoso Banksy.

Chi arriva a Ferrara in questi giorni può così passare da un luogo d’arte della città all’altro, godendo del bello in tante sue forme. Al castello estense ha riaperto la mostra (curata da Chiara Vorrasi) dedicata a Gaetano Previati ‘Tra simbolismo e futurismo’, che si potrà ammirare fino al 27 dicembre. Era stata inaugurata dal governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dal sindaco Alan Fabbri, dal presidente della fondazione Ferrara Arte, Vittorio Sgarbi e dall’assessore alla Cultura Marco Gulinelli in febbraio, ma aveva dovuto chiudere i battenti dopo poco a causa del lockdown. Oltre sessanta opere documentano il passaggio da un’epoca all’altra di un pittore, che ha saputo rinnovare con la forza del pennello le tematiche tradizionali, sperimentando la pittura divisionista. I dipinti di Previati introducono in un mondo evanescente e dinamico, dove la potenza del colore e della luce evoca paesaggi, creature materiali e spirituali e persino lo sferragliare del treno, che agli inizi del Novecento conduceva l’umanità nella modernità (la ‘Ferrovia del Pacifico’ che campeggia sui manifesti della mostra è del 1914-15). Ferrara in questo modo celebra un altro dei talenti pittorici della sua ricca tradizione artistica, continuando un discorso che in anni recenti ha posto l’attenzione su Boldini e Bononi, tanto per citare solo gli ultimi pittori, a cui sono state dedicate importanti mostre, senza dimenticare il tributo a Guercino con l’esposizione (curata da Giovanni Sassu) del ‘San Francesco che riceve le stimmate’ del 1632, visibile sempre al castello estense nell’inverno appena trascorso.

E dopo una chiusura ancora più lunga (risalente al sisma del 2012), ha riaperto parzialmente anche il museo di Schifanoia, dove il visitatore può continuare il percorso artistico attraverso i secoli. Qui il salto indietro nel tempo è ancora più prodigioso, poiché si raggiunge il rinascimento, godendo della possibilità di immergersi nella vita di corte del duca Borso d’Este, raffigurata sulle pareti del Salone dei Mesi, magnifico esempio dei fasti dell’epoca estense. Negli ambienti storici della delizia è possibile inoltre ammirare l’esposizione ‘Schifanoia e Francesco del Cossa. L’oro degli Estensi’, che fino al 13 settembre offre una selezione di pezzi ricercati e pregevoli: dalle medaglie di Pisanello alle sculture di Domenico Paris e Guido Mazzoni, fino alle preziose miniature di cui gli Este furono attenti cultori.

Uscendo da Schifanoia e percorrendo le strade che conducono a Palazzo dei Diamanti, ecco che il visitatore può compiere un altro balzo e tornare nuovamente nel nostro tempo, ammirando la mostra dedicata a Banksy, il misterioso e notissimo writer di Bristol, considerato uno dei maggiori esponenti della Street Art. Oltre cento opere (dai dipinti alle serigrafie, ma anche stencil e oggetti installativi) conducono alla scoperta di questo autore che nessuno ha mai visto, ma che ha raggiunto grande popolarità in tutto il pianeta. L’esposizione (curata da Stefano Antonelli, Gianluca Marziani e Acoris Andipa) sarà visitabile fino al 27 settembre.

Domenico Allocca

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