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Zanussi: “Trasformare lo spettatore in detective”

Settanta anni portati splendidamente, origini friulane orgogliosamente esibite, 40 anni di carriera alle spalle ma ancora tanta voglia di stupire e di lavorare, compreso un progetto di coproduzione con l’Italia tutto costruito intorno al personaggio femminile (“alla donna - dice - va riconosciuta una centralita’ che troppo spesso il nostro mondo maschile ha negato”): per un giorno Kryzstof Zanussi accetta di salire in cattedra e si fa maestro di cinema e di vita. è accaduto oggi alla Nuct di Cinecitta’ (la nuova universita’ di cinema e televisione di Roma) e lo spunto è venuto dalla proiezione del suo applaudito lavoro “Persona non grata” (2005).

Settanta anni portati splendidamente, origini friulane orgogliosamente esibite, 40 anni di carriera alle spalle ma ancora tanta voglia di stupire e di lavorare, compreso un progetto di coproduzione con l’Italia tutto costruito intorno al personaggio femminile (“alla donna – dice – va riconosciuta una centralita’ che troppo spesso il nostro mondo maschile ha negato”): per un giorno Kryzstof Zanussi accetta di salire in cattedra e si fa maestro di cinema e di vita. è accaduto oggi alla Nuct di Cinecitta’ (la nuova universita’ di cinema e televisione di Roma) e lo spunto è venuto dalla proiezione del suo applaudito lavoro “Persona non grata” (2005).

In verita’ Zanussi, che ha di recente presentato la sua ultima fatica “Dove va a finire un film?”, insegna ancora cinema anche in patria, dove tra l’altro guida con polso fermo da 30 anni gli studi di produzione Tor. Ma per gli studenti italiani non si è sottratto a nessuna domanda, da quelle più tecniche (l’uso delle tecnologie digitali) a quelle politiche (la Polonia di Solidarnosc e quella di oggi), dalle riflessioni sul senso di far cinema alle “istruzioni per l’uso” da affidare a chi comincia oggi questo mestiere. “Ieri si è celebrata la caduta del Muro – riflette Zanussi – ed è certamente una ricorrenza importante, ma è giusto ricordare che sei mesi prima tutto era partito proprio dal mio paese. Purtroppo in Polonia non c’è stato un simbolo forte come il Muro di Berlino che cadeva, ma senza la ribellione di operai e intellettuali uniti dal movimento di Solidarnosc forse la trasformazione sarebbe stata diversa o almeno più lenta. Quel che importa è che, nonostante tutte le contraddizioni del nostro tempo, la Polonia di oggi è un paese libero, dove si vive meglio, dove la circolazione delle idee e della cultura è infinitamente più aperta”. Sul senso del cinema, Zanussi ha le idee chiare: “Bisogna giocare con lo spettatore per incuriosirlo e stimolarlo. Il regista deve nascondere informazioni e dettagli perchè lo spettatore si trasformi in un detective. è la vita reale che ci deve interessare, non l’immagine che ne viene data dai media. Bisogna scavare in profondita’, cercare nella storia delle persone e anche nella propria. Oggi invece si vedono troppe storie inutili e false, prive di contenuti e significati di valore universale. In fondo il racconto segue da sempre la stessa struttura di base: ci vogliono contrasti forti che spingano il personaggio a fare le proprie scelte ed è questo scontro a motivare una storia. Da questo punto di vista non ci sono grandi differenze tra ieri e oggi, ci appassioniamo ancora per gli stessi, grandi temi della vita”. Infine un ammonimento: “Inutile mitizzare le nuove tecnologie – dice Zanussi: ricordiamoci che la pellicola o l’elettronica sono soltanto mezzi, non ha senso dare loro troppa importanza. Il senso di una storia contera’ sempre molto di piu”’.

Teresa Lucianelli

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