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Wonder Woman sul grande schermo

Il grande successo della donna bionica

Nato dall’omonima supereroina dei fumetti DC Comics, Wonder Woman diretto da Patty Jenkins porta sul grande schermo la donna bionica interpretata dalla bellissima Gal Godot. Ad affiancare l’attrice israeliana, che è stata modella e miss Israele, ci sono Chris Pine, Connie Nielsen, Robin Wright, Danny Huston, David Thewlis e rientra nei quattro film del DC Extended Universe e nel filone fantastico della Justice Lagacy.

Girato a più riprese tra Regno Unito, la Francia e il Sud Italia, in particolare Palinuro e Marina di Camerota, ha riscosso un buon successo, in Italia al Box Office ha incassato nelle prime cinque settimane di programmazione 3,4 milioni di euro e 1,1 milioni di euro nel primo weekend.

Durante la lavorazione del film sono state effettuate riprese aggiuntive, in quel momento Gal Gadot era incinta così le misero un panno verde del green screen attorno alla vita e poi modificarono il tutto in post-produzione.

Decisa a salvare il mondo dalla catastrofe, la principessa delle Amazzoni Diana abbandona la sua terra e si trasforma in Wonder Woman. Quando si ritrova a vivere tra i comuni cittadini, inizialmente è spaesata perché è stata cresciuta e protetta dalla verità e dalla banalità del mondo, che è in pieno delirio e nella Grande Guerra, celato dal malvagio dio Ares. Così la battaglia contemporanea alla scoperta dell’amore per un umano ci accompagna in tutto il film. L’eroismo di Wonder Woman è differente dagli altri Batman e Superman, e il successo immediato che ha avuto lo dimostra. Questa figura fantastica è una donna guerriera che lascia i protagonisti maschili a bocca aperta, è forte, coraggiosa, intraprendente ma resta piena degli elementi e atteggiamenti femminili impensabili per l’epoca, che William Moulton Marston aveva inserito nel fumetto.

Una vera lotta per fare di questo personaggio qualcosa di diverso, una dea che si rende umana pur utilizzando superpoteri, eppure nella sua lunga vita a fumetti questo personaggio dovrà essere riscritto per l’evoluzione sociale che la donna subisce.

Una donna bionica che prende al lazzo il Grande Schermo facendoci dimenticare gli altri supereroi…uomini.

Marco Fiore

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