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Una notte violenta e silenziosa, il thriller sul Natale al cardiopalma

È consuetudine che durante il periodo natalizio al cinema ci sia un’ampia offerta tra colossal e grandi blockbuster dedicati alla festa più lieta dell’anno. Accade anche, che gli amanti del genere thriller in questo determinato momento restino a bocca asciutta, per la ridotta (se non assente) presenza di film ad alto contenuto di suspense. Quest’anno le cose sono andate diversamene perché è uscito nelle sale italiane un thriller imperdibile ambientato durante la vigilia di Natale.

Il film in questione è Una notte violenta e silenziosa regia di Tommy Wirkola un personaggio alquanto vicino ad ambientazioni in stile splatter (fu sua la regia del recente Hansel & Gretel – cacciatori di streghe).

Protagonista di questa favola tinta di rosso sangue è il simpatico e carismatico David Harbour, che finalmente trova l’occasione più favorevole per scrollarsi un po’ di dosso il mondo legato alla serie che lo ha reso noto al grande pubblico, Stranger Things. Nel film di Wirkola, che di tutto parla tranne che di dolcezza e renne, Babbo Natale è un corpulento e goffo omaccione, che durante la vigilia di Natale cercherà in ogni modo di sabotare il tentativo da parte di una banda di ex militari psicopatici di rapinare un intero comprensorio di famiglie benestanti.

Per la prima volta abbiamo di fronte un film che sa di Natale, ma che delizia il pubblico più adulto con memorabili scene d’azione condite dalla giusta dose di sangue e spari. E se il film non mette d’accordo tutti sul piano della delicatezza, sicuramente si lascia guardare con estremo piacere da tutti gli amanti dell’action più grezzo e spudorato.

Le citazioni anni 80 sono innumerevoli, ma non appesantiscono la trama né risultano fuori posto, generando anzi un legame tra pubblico e plot. Un film pertanto a tratti molto dark che strizza l’occhio allo splatter, senza mai strafare e lasciando ampio spazio alla riflessione su quello che dovrebbe rappresentare il tanto decantato ritratto familiare della società borghese americana, bidimensionele e beffarda.

Giada Farrace

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