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Un giardino di limoni tra Israele e Palestina

Ci sono le donne (pronte alla solidarieta’ e sempre migliori degli uomini), il conflitto mediorientale e soprattutto circa duecento innocenti limoni a mettere ancora zizzania, se ce ne fosse bisogno, tra israeliani e palestinesi. ‘Il giardino di limoni’ (Lemon Tree) di Eran Riklis, nelle sale da domani distribuito da Teodora, si presenta cosi’. Tra i pochi prodotti in uscita a Natale che non vogliono solo divertire, il film che ha ricevuto il Premio del pubblico all’ultimo Festival di Berlino e passato fuori concorso a Torino, ha come protagonista Salma (Hiam Abbass) una caparbia quanto bella vedova palestinese proprietaria di un fastoso giardino di limoni.

Ci sono le donne (pronte alla solidarieta’ e sempre migliori degli uomini), il conflitto mediorientale e soprattutto circa duecento innocenti limoni a mettere ancora zizzania, se ce ne fosse bisogno, tra israeliani e palestinesi. ‘Il giardino di limoni’ (Lemon Tree) di Eran Riklis, nelle sale da domani distribuito da Teodora, si presenta cosi’. Tra i pochi prodotti in uscita a Natale che non vogliono solo divertire, il film che ha ricevuto il Premio del pubblico all’ultimo Festival di Berlino e passato fuori concorso a Torino, ha come protagonista Salma (Hiam Abbass) una caparbia quanto bella vedova palestinese proprietaria di un fastoso giardino di limoni.

Per lei quel giardino è davvero tutto, la sua fonte di reddito e anche l’eredita’ della sua famiglia, ma per i servizi segreti del Ministro della Difesa israeliano suo vicino di casa, solo un maledetto luogo dove si possono piazzare dei cecchini. Da qui l’esigenza di radere al suolo quelle maledette innocenti piante, ma Salma non è il tipo che si arrende e consigliata da un giovane avvocato Ziad Daud (Ali Suliman), un trentenne che si innamorera’ di lei, decide di portare in tribunale il Ministro della Difesa. E lo fara’ fino all’ultimo grado di giudizio: la Corte Suprema. Ma Salma si ritrovera’ dalla sua la solidarieta’, inaspettata e molto al femminile, della moglie del ministro che non capisce proprio perchè le cose non si possano risolvere in altro modo. Di produzione israeliana, tedesca e francese, dice Eran Riklis che gia’ nel 2004 aveva diretto La sposa siriana:”la nostra storia parla di alberi di limoni che diventano addirittura una minaccia alla sicurezza nazionale. Fatto abbastanza inusuale per dei limoni…Quando ho finito di girare La sposa siriana, ero convinto che il film esprimesse in maniera compiuta quello che mi stava accadendo intorno, cosi’ come lo potevo conoscere ed osservare in qualita’ di regista e cittadino israeliano. Poi, pero’, mi sono accorto che c’era ancora qualcosa da dire, e quando mi sono messo a scrivere Il giardino di limoni, ho pensato di dover compiere un ulteriore passo avanti nel descrivere tutta la follia del Medio Oriente, portando a conclusione un discorso iniziato fin dai miei primi film”. Ma il tema centrale del film conclude il regista: “è la nascita di una solidarieta’ tra le due donne protagoniste, Salma e Mira. Una solidarieta’ su due livelli, personale e insieme nazionale. Cosi’ come era successo per La sposa siriana e Cup Final, ho attinto dall’assurdo mix di dramma e ironia, tragedia e commedia, insomma da quel caos incredibile di luci e ombre che contraddistingue la storia di israeliani e palestinesi”.

Teresa Lucianelli

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