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“Ultras”, una mancata occasione per distinguersi dalla massa

Il film “Ultras”, con Francesco Lettieri che fa il suo esordio da regista, da ieri è disponibile su Netflix.

Il tutto si svolge a Pozzuoli, lontano dal vero cuore pulsante del tifo organizzato di Napoli. La storia dei personaggi è descritta sulla falsa riga della morte di Ciro Esposito, ucciso il 3 maggio 2014 da Daniele De Santis, esponente della curva romanista.

Il protagonista della vicenda, Sandro (detto O’ Moicano) rappresenta la vecchia guardia Ultras, con codici e stili di vita diversi.

Dall’altra parte c’è un gruppo di nuove leve che sembrano aver idee diverse dai vecchi personaggi della curva partenopea.

Lettieri decide di rappresentare il gap generazionale e le differenze di valori tra chi ha vissuto anni diversi dai tifosi del nuovo millennio.

Dove cade la regia è su due punti: livello recitativo del suo cast e scelta di affrontare l’argomento principale del film.

Sul cast non brilla la prestazione del protagonista del film, per il resto sembra non esserci diversificazione fra i vari elementi del gruppo. Tutti con lo stesso imprinting recitativo monotono e con il vecchio ricordo delle serie camorristiche che hanno sempre raccontato un’altra Napoli.

Sulla scelta della modalità di affrontare il tema c’è veramente poco da dire: il mondo della cinematografia è pieno di stereotipi sul mondo Ultras. Sorge spontanea la domanda sul perché non coinvolgere direttamente chi questo stile di vita lo sposa sette giorni a settimana e dunque affidarsi all’approssimazione della narrazione.

Non sembra che Borghi abbia interpretato il ruolo di Stefano Cucchi, nel film sempre targato Netflix “Sulla Mia Pelle”, senza andare ad approfondire la storia della sua famiglia e della sua vita.

Risultato finale: viene esposto al pubblico un fatto di cronaca drammatizzato (ossimoro amaro), come quello del 3 Maggio 2014 allo stadio Olimpico di Roma.

Sarebbe potuto uscire fuori un prodotto originale ed interessante anche ai fini di uno studio antropologico sulla categoria Ultras, invece “Ultras” di Francesco Lettieri si uniforma al grande insieme di etichette secondo le quali si confonde la parola tifo con criminalità, violenza e cattivi esempi.

Un’occasione persa per Lettieri, un’occasione persa per Liberato, un’occasione persa per Napoli.

Mattero Giacca

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