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The Legend of Tarzan: il film

Una nuova avventura per il Conte di Greystoke

Nato dall’immaginazione di Edgar Rice Burroughs, il leggendario bambino cresciuto nella giungla dalle scimmie, passa da personaggio letterario ad eroe del grande schermo, interpretato per l’occasione da Alexander Skarsgård.

Partendo dalla civiltà, inizia la “nuova” storia di Tarzan, oramai noto con il nome di John Clayton III, Lord Greystoke, che costretto a ritornare in Congo per sconfiggere la schiavitù imposta dagli interessi del re Leopoldo del Belgio, insieme alla moglie Jane, interpretata da Margot Robbie, e dal delegato americano George Washington Williams alias Samuel L. Jackson, si troverà intrappolato in un pericoloso complotto orchestrato dal capitano belga Léon Rom. Quest’ultimo con il volto di Christoph Waltz, muove le fila della distruzione delle popolazioni congolesi per trarne profitto e interesse personale e per la corona.

In questa giungla di avvenimenti si alternano i flashback del protagonista che ci racconta delle sue origini e del suo mito e di come sia stato cresciuto dalle coccole di Kala, la madre gorilla e da suo fratello Akut; mentre i flashback della moglie Jane, ci faranno conoscere la nascita della passione scoccata tra i due. Il film diretto da David Yates, continua a muoversi tra rocamboleschi inseguimenti e rapimenti, lotte tra belve feroci e uomini, passato e presente, fino alla scena finale quando Tarzan chiede aiuto alla natura, ed ecco che un’enorme mandria di gnu chiamati a raccolta invade, distruggendolo, il piccolo porto occidentale, dove i malfidati aspettavano 20 mila uomini per conquistare definitivamente le tribù del Congo. Uniti alla mandria vi saranno popolazioni locali, leoni, gorilla e altri animali che assalteranno la “civiltà”. L’eroe invece continua l’inseguimento e la lotta contro Rom, che cadrà in pasto ai coccodrilli, sventando il tentativo di sbarco.

Il film si chiude con la più classica delle conclusioni da cinema e romanzo d’avventura: l’inviato americano torna a Londra ed espone l’operato di re Leopoldo al resto del mondo, mentre Tarzan e Jane si trasferiscono nuovamente nella giungla e danno il benvenuto al loro primo figlio. The Legend of Tarzan è un film uscito nelle sale quest’anno, anche in 3D e IMAX 3D, girato nel giugno 2014 presso gli Studi Leavesden di Londra e si muove lungo un messaggio anti-razzista, in cui l’uguaglianza è sia tra bianchi e neri, ma anche tra uomini e animali. Al fine di arricchire questa rilettura delle opere delle scrittore Burroughs, il regista inserisce figure e scene di tensione, nonché divertenti, quali il faccia a faccia tra Tarzan e il suo nemico autoctono del Congo interpretato da Djimon Hounsou oppure quando Margot Robbie, incarna non la classica damigella in pericolo ma una Jane che affronta a tavola il nemico, due volte premio oscar, Christoph Waltz. Come dicevamo l’altro aspetto è quello comico, con l’interpretazione del Primo Ministro belga alias Jim Broadbent che cerca in tutti i modi di convincere Tarzan e l’affaticato e imbranato accompagnatore dell’eroe, ovvero la sua spalla comica, un sorprendente Samuel L. Jackson.

In questo groviglio di nature dal sapore nuovo ma allo stesso tempo ‘retrò’, il finale si stempera con il fantasma bianco della giungla che abbraccia e sorride quando nasce la progenie del suo figlio prediletto, Tarzan. Un viaggio di vita lungo svariati anni, che lo stesso autore del libro, forse, non avrebbe immaginato durasse tanto, dalla rivista The All-Story dell’ottobre 1912 e dal volume del 1914 con il titolo Tarzan delle scimmie, fino ai nostri giorni. Tra liane e richiami, l’eroe africano, è sbarcato sugli schermi con aria tenebrosa, in un corpo scolpito e ci trascina tra foglie ed enormi alberi per inebriarci dei profumi di un mondo a noi lontano.

di Assunta Mango

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