Scontri alle manifestazioni pro Trump, l’ex presidente non si arrende
13 Dicembre 2020
Quando “big” non vuol dire “grande”
18 Dicembre 2020
Mostra tutto

Teatro in streaming, il futuro è adesso

“Il futuro ci riserva una nuova massima: la connettività è destino”. Lo scrive il politologo indiano Parag Khanna nel suo libro più famoso, Connectography, in cui immagina una nuova geografia delle connessioni divenuta immateriale, in cui l’assunto è facilitare l’apprendimento, l’informazione e la cultura attraverso sistemi connessi tra loro. Perché se la connettività è inclusione, accesso alla conoscenza e diritto umano, allora deve essere aperta a tutti. Il mondo in cui ci siamo di colpo trovati oggi, ha congelato relazioni, contatti fisici e luoghi di incontro, proponendo soluzioni che ridefiniranno intere categorie. Ancora una volta la chiave è la rete con le sue  piattaforme, i canali tematici, i social network e la rapida fruizione di contenuti, generi, risorse e mezzi di intrattenimento.

Teatri e cinema allora aprono su Facebook, Amazon, Netflix, Google, con  cartelloni on line che danno nuovo linfa a un settore piegato dall’emergenza pandemica. E così Amazon Prime sperimenta le music sessions di Natale, dai Negramaro a Miley Cyrus e i Foo Fighters, interamente offerte dal colosso americano. Anche la lirica, la danza e i grandi classici passano dal palco teatrale a quello virtuale, come il Teatro San Carlo di Napoli che su Facebook ha da poco inaugurato la stagione lirica con una Cavalleria Rusticana accessibile a tutti, 9 centesimi di euro simbolici per motivare un pubblico estraneo ai teatri. E così è stato per la Scala e il suo titolo evocativo “A riveder le stelle”, in cui al pubblico in sala si sostituiscono proiezioni, tributi e contenuti interattivi. L’orchestra in mascherina ha accompagnato 24 cantanti lirici, oltre al contributo di attori e del corpo di ballo scaligero, in quello che il tenore Vittorio Grigolo ha definito “il Band Aid”, rimandando allo storico concerto dell’85, il Live Aid. Un vero e proprio format trasmesso in tv e streaming mondiale molto lontano dall’evento modaiolo che da sempre raccoglie stilisti, politici e personaggi famosi, tradizione della prima della Scala.

Una formula, quella virtuale, che non sostituirà le presenze a teatro ma permetterà a emergenza superata di  seguire un evento su uno schermo, pc, tablet, smartphone e rafforzare così i ricavi per l’industria culturale. Con questa idea il ministero dei Beni Culturali ha progettato una nuova piattaforma con un finanziamento da 10 milioni di euro che produrrà concerti, documentari, mostre ed eventi, per declinare la cultura nelle sue molteplici forme. La sfida sarà sempre più la democratizzazione dei contenuti, il libero accesso, la diversificazione delle proposte. La rete è ricca, ma non per ricchi, ed è una risorsa o una limitazione a seconda dell’uso che ne faremo.

Marita Langella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *