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Otto premi Oscar per The Millionaire

A Los Anglese ha vinto l'India. Il ragazzo di Mumbai ce l’ha fatta. "The Millionaire", l’originale favola in stile Bollywood diretta dal regista inglese Danny Boyle ha ottenuto l’Oscar come miglior film, sbaragliando le grandi produzioni americane, da "Frost/Nixon" di Ron Howard a "Il curioso caso di Benjamin Button" di David Fincher. La pellicola, che ripercorre l’incredibile vita di una ragazzo nato negli slums indiani, ha ottenuto in tutto otto statuette: miglior film, miglior regia, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior colonna sonora, miglior canzone originale, miglior sceneggiatura non originale, miglior missaggio del suono.

A Los Anglese ha vinto l’India. Il ragazzo di Mumbai ce l’ha fatta. “The Millionaire”, l’originale favola in stile Bollywood diretta dal regista inglese Danny Boyle ha ottenuto l’Oscar come miglior film, sbaragliando le grandi produzioni americane, da “Frost/Nixon” di Ron Howard a “Il curioso caso di Benjamin Button” di David Fincher. La pellicola, che ripercorre l’incredibile vita di una ragazzo nato negli slums indiani, ha ottenuto in tutto otto statuette: miglior film, miglior regia, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior colonna sonora, miglior canzone originale, miglior sceneggiatura non originale, miglior missaggio del suono.

IL PRODUTTORE: «UN VIAGGIO STRAORDINARIO» – Il produttore Christian Colson sul palco del Kodak Theatre con tutto il cast e la troupe, ha ricordato come questo film sia frutto di un piccolo miracolo: «E’ stato un viaggio straordinario, iniziato senza star, senza soldi, ma con una sceneggiatura incredibile e un genio come regista». Ed è stato proprio Boyle, ex ragazzo punk inglese, che si fece conoscere al pubblico con un film molto poco politicamente corretto come “Trainspotting”, la star della serata, tanto da arrivare a saltare letteralmente di gioia sul palco quando ha ricevuto la statuetta come miglior regista.

SEAN PENN E KATE WINSLET MIGLIORI ATTORI – Quasi scontate le statuette ai due attori protagonisti, Sean Penn per “Milk” e Kate Winslet per “The reader” di Stephen Daldry. Il primo nel film di Gus Van Sant ha offerto una straordinaria interpretazione del leader del movimento gay americano Harvey Milk, primo politico americano dichiaratamente omosessuale, che fu ucciso nel 1978. Il film ha ottenuto anche la statuetta per la miglior sceneggiatura originale. La Winslet, già vincitrice quest’anno di due Golden Globe, ottiene il suo primo Oscar per l’interpretazione dell’ex guardia nazista Hannah Schmitz, che l’attrice impersona nel film dai trenta ai sessant’anni. «Già a un anno sognavo questo momento – ha affermato emozionata l’attrice inglese – al posto della statuetta tenevo in mano uno shampoo ed è allora che ho preparato il mio discorso di ringraziamento».

GLI ALTRI PREMI – Commovente il momento della statuetta come miglior attore non protagonista al defunto Heath Ledger: a ritirare l’Oscar per l’interpretazione di Joker ne “Il cavaliere oscuro” è stata la famiglia dell’attore australiano scomparso un anno fa. Emozionatissima era invece Penelope Cruz per l’Oscar come migliore attrice non protagonista del film di Woody Allen “Vicky, Cristina, Barcelona”: pur essendo amatissima a Hollywood l’interprete spagnola non aveva mai avuto riconoscimenti ufficiali. Il grande sconfitto di quest’anno è sicuramente il film di David Fincher “Il curioso caso di Benjamin Button”, interpretato da Brad Pitt: arrivato alla notte degli Oscar con 13 nomination, ha ricevuto solo tre premi minori: scenografia, trucco e effetti speciali. Tra i premi “tecnici” “Il cavaliere oscuro” ha vinto per miglior montaggio del suono, “La duchessa” per i costumi. Come prevedibile il premio per il miglior film d’animazione è andato al robot “Wall-E”, mentre l’Oscar per il miglior film straniero è stato assegnato al film giapponese “Departures”. Il premio umanitario Jean Hersholt (Jean Hersholt Humanitarian Award), una particolare categoria di Oscar assegnata periodicamente ad un personaggio che si è distinto nel mondo del sociale è andato a Jerry Lewis: «Per tutta la mia vita ho pensato che fare qualcosa di buono non fosse certo il mezzo per ricevere un premio – ha detto l’attore -. Questo riconoscimento comunque mi tocca il cuore e ringrazio tutta l’Academy».

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