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Nicole Kidman protagonista della sua Australia

Non è granchè di buon umore Nicole Kidman e non fa neanche nulla per nasconderlo. All’affollata conferenza stampa di Australia di Baz Luhrmann sembra essere gia’ con il piede sull’aereo che la riportera’ a Londra dove sta girando ‘Ninè. è apparsa cosi’ la star oggi a Roma dove ha passato meno di 24 ore, ma c’è chi dice che la sua sia solo stanchezza. “Essere australiani è un po’ come in questo film - dice a un certo punto -. Un mix di selvaggio e di romantico, una definizione che potrei fare mia”.

Non è granchè di buon umore Nicole Kidman e non fa neanche nulla per nasconderlo. All’affollata conferenza stampa di Australia di Baz Luhrmann sembra essere gia’ con il piede sull’aereo che la riportera’ a Londra dove sta girando ‘Ninè. è apparsa cosi’ la star oggi a Roma dove ha passato meno di 24 ore, ma c’è chi dice che la sua sia solo stanchezza. “Essere australiani è un po’ come in questo film – dice a un certo punto -. Un mix di selvaggio e di romantico, una definizione che potrei fare mia”.

Solo a margine dell’incontro scivola più sul personale: “restare incinta a 41 anni, come è capitato a me mentre giravo questo film, è certamente molto diverso che diventarlo a 21. Hai più voglia di vivere, voglia di riuscire a vedere i figli dei tuoi figli. E poi restare incinta facendo un personaggio cosi’ romantico come Lady Sarah è una cosa ancora più bella”. ‘Australia’ (che sara’ nelle sale italiane il 16 gennaio distribuito dalla Fox in 600 copie) è tuttora il film più costoso (130 milioni di dollari) mai prodotto nella terra dei canguri dove tenta di eguagliare turisticamente il cosiddetto effetto ‘Mr. Crocodile Dundeè. Ambientato durante la seconda guerra mondiale, narra in oltre due ore e mezzo con spirito melo’ e nel segno “preparate i fazzoletti” per il finale, la storia di Lady Sarah Ashley aristocratica inglese che arriva in Australia per scoprire che il marito proprietario terriero è stato ucciso. Tocchera’ cosi’ a lei salvare lo sconfinato allevamento di bovini ereditato. Ovvero oltre duemila capi che la costringono ad assoldare un drover, un cow-boy australiano (Jackman) che si rivelera’ rude, taciturno, ma anche terribilmente appassionato. E incontrera’ anche, nella selvaggia terra australiana, un giovane meticcio Nullah (Brandon Walters), uno di quei tanti sfortunati ragazzi che per il colore misto della pelle venivano per legge strappati alla famiglie per essere occidentalizzati. Spiega il regista:”questo film nasce da lontano. Sono vissuto in un villaggio di 11 case dove mio padre aveva un cinema, voi che conoscete ‘Cinema Paradiso’ capite cosa intendo. Li vedevo tutti i classici da Via col vento a Lawrence d’Arabia e cosi’ ho sempre voluto mettere tutto questo in un film. Si’ – riconosce alla fine Luhrmann -: Australia è un po’ una Via col vento australiana, un film per certi versi shakespeariano in cui c’è tutto insieme, una cosa che nessuno fa più; ovvero una storia d’amore, un dramma e un film d’azione”. Sul successo non troppo marcato del film in Australia dice solo “i critici sono stati verso di noi cosi’-cosi’, mentre negli Usa è andato da parte delle critica meglio, ma la cosa che più mi rende felice è che sulla vicenda dei bambini mulatti, delle cosiddette ‘generazioni rubatè, il primo ministro australiano si è scusato pubblicamente. A me – dice Luhrmann – basta questo più dell’esito commerciale del film”. Infine, Jackman confessa che il fisico veramente troppo atletico che mostra nel film non è totalmente suo:”beh’ noi australiani siamo tutti cosi’ – dice inizialmente scherzando, per poi subito rettificare -: devo dire che qualche ritocchino c’è stato, luci ed altro. è uno dei vantaggi di questo mestiere”.

Teresa Lucianelli

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