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Neel Sethi: il nuovo Mowgli ne “Il libro della Giungla”

Dalla penna di Rudyard Kipling al grande schermo, il protagonista de “Il libro della giungla” è divenuto “virtuale”

Diretto da Jon Favreau, la Walt Disney Pictures ha riproposto il remake live-action de “Il libro della Giungla”, ovvero della storia di Mowgli, un bambino indiano che si perde nella foresta tropicale. Accolto ed accudito da una famiglia di lupi di cui ne diviene parte integrante, cresce aiutato da una serie di animali che ne condividono le avventure. Il piccolo affronta continue sfide per stare al passo dei fratelli lupi e spesso viene rimproverato, perché d’istinto fa ricorso all’utilizzo di “trucchi umani”, come la costruzione di utensili, invece di imparare a ‘sentire’ la legge della giungla.

Per la realizzazione del film Jon Favreau ha utilizzato le più recenti tecniche in campo cinematografico, come il rendering fotorealistico, ovvero immagini generate al computer, nonché la motion capture. Infatti le riprese si sono svolte nei teatri di posa del Los Angeles Center Studios, con i personaggi animali che sono stati creati con l’animazione, mentre gli attori hanno prestano loro le voci recitando in motion capture per il labiale. In questa natura digitale il nostro Mowgli, interpretato dal giovanissimo Neel Sethi, deve nascondersi dalla vista della tigre Shere Khan, con la voce dell’attore Idris Elba, la quale lo scopre quando, durante la secca, lo ritrova insieme a tutti gli animali che si riuniscono all’unica pozza rimasta, dove vige la “Tregua dell’Acqua”; un trattato di non aggressione tra prede e predatori. Fiutato l’odore del ragazzino, la Tigre del Bengala, accusa i lupi di aver protetto un “uomo”, e così Mowgli, per salvare il branco, decide con Bagheera, che ha la voce dell’oscar Ben Kingsley, di lasciare i lupi.

Tra mille insidie e incontri con Shere Khan, il bambino si ritroverà a superare invalicabili ostacoli, prima liberandosi dalle spire di Scarlett Johansson ovvero il pitone Kaa e poi dal gigantopithecus King Louie, signore delle scimmie, con la voce di Christopher Walken. Diventato quindi amico del pigrissimo orso Baloo, alias Bill Murray, che si vedrà costretto a dargli una mano, il piccolo indiano scoprirà che il padre, il lupo Akela, è stato ucciso dalla tigre e deciderà di tornare indietro per affrontarla e vendicarsi. Con una torcia, che involontariamente causerà un incendio e devastazione nel resto della giungla, il cucciolo d’uomo sfida Shere Khan, vincendolo. Il lieto fine arriva con gli Elefanti, che deviando il fiume riusciranno a spegnere il fuoco, nonché con Mowgli, felice di rimanere con i suoi amici e la sua famiglia “naturale”. La storia viene addolcita da un mix di canzoni, in stile disneyano, sotto la direzione orchestrale di Richard M. Sherman.

Il film del 2016 è stato accolto positivamente dalla critica cinematografica, che ha lodato gli effetti visivi, nonché la fedeltà al cartone animato originale e all’opera di Kipling; salvo qualche piccolo cambiamento del regista, come trasformare il pitone in donna, e cambiare Re Luigi da orango a gigantopithecus, in quanto la specie non è presente in India. La ricerca della perfezione? La risposta agli spettatori, tenendo ben presente che molti piccoli e grandi fan aspettano impazienti il sequel, come è stato annunciato dalla Disney. Mentre attendiamo che la giungla “virtuale” ricresca dopo l’incendio, non ci resta che augurarci che Justin Marks, lo sceneggiatore, leggendo “Il Secondo Libro della Giungla” di Rudyard Kipling, possa ispirarsi e catapultarci di nuovo nelle avventure del cucciolo d’uomo e dei suoi amici.

di Assunta Mango

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