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Malignant di James Wan è su Sky Cinema, un horror da brivido

Una casa isolata immersa nel verde ospita una donna con un passato oscuro e tormentato dalla presenza di un compagno violento. La solitudine di Madison ora, scandita da piccoli e semplici gesti, improvvisamente viene riempita da fenomeni inspiegabili.

La donna è perseguitata da una presenza inquietante che la costringe ad avere visioni macabre e violentissime. Continuamente proiettata in tutti i luoghi in cui vengono uccise delle persone apparentemente normali, Madison scruta ogni volta una figura oscura e disturbante.

Questo essere è il principale responsabile di tutti questi efferati omicidi ed ha stranamente un legame ancestrale con la storia della donna. È questa la formula perfetta per un horror dai toni cupi e sincopati che il grandissimo James Wan sceglie di raccontarci con Malignant. Dopo essersi dedicato alla produzione di alcuni dei più fortunati capitoli della saga The Conjuring (da lui creata), quali Annabelle e The Conjuring Per ordine del Diavolo, senza oltretutto farsi mancare la regia di grandi blockbuster come Aquaman e Fast and Furious, finalmente l’acclamato regista torna alle origini, a ciò che gli riesce meglio, ossia l’horror.

Malignant è infatti qualcosa di davvero innovativo se si guarda al precedente universo creato da Wan. Il film, non privo di molti virtuosismi stilistici, intende ricalcare alcuni stilemi propri del più amato cinema dell’orrore anni 80, cedendo più volte il passo a citazioni vere e proprie a grandi maestri del brivido, tra i quali George Romero e Dario Argento.

Wan dunque, si lascia influenzare positivamente da tali modelli per raccontare una storia che pur non essendo priva del familiare elemento sovrannaturale, strizza l’occhio al genere slasher. Sangue e tanta violenza soprattutto nella parte conclusiva, sono i due elementi chiave per leggere un film come Malignant, che poco è stato capito dai fan del regista. Probabilmente assuefatti a racconti dal tono spiritico e diabolico, in molti hanno bollato questo film piuttosto rivoluzionario. Wan non intende di certo scostarsi completamente da quel mondo sovrannaturale di cui tanto ci ha parlato, ma decide di realizzare un prodotto di qualità e senza dubbio originale, che non può non strappare un sussulto nell’inaspettata sezione finale. Un’ode all’imprevedibilità.

Giada Farrace

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