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Laurea ad honorem per Beppe Fiorello

Sono sale stracolme e applausi convinti i segnali positivi che la televisione italiana d’autore raccoglie affacciandosi alla ribalta internazionale del 23/mo FIPA, il festival della televisione di qualita’, che si concludera’ domani a Biarritz, sulla costa atlantica francese. Consensi della critica e interesse delle giurie ottengono sia Stefano Reali (‘Lo scandalo della banca romana’) che Giacomo Campiotti (‘Il sorteggio’), entrambi proposti da Rai Fiction, che Marco Paolini con la perfomance di teatro e musica ‘I miserabili’ (presentato da La7). Per non parlare dei bellissimi documentari di Paola Sangiovanni, ‘Ragazze: la vita trema’, e Grignaffini/Conversano ‘Strade blu’. Ma il protagonista a sorpresa, almeno per i media francesi, e’ Giuseppe Fiorello, sbarcato qui da protagonista delle due fiction della televisione pubblica.

Sono sale stracolme e applausi convinti i segnali positivi che la televisione italiana d’autore raccoglie affacciandosi alla ribalta internazionale del 23/mo FIPA, il festival della televisione di qualita’, che si concludera’ domani a Biarritz, sulla costa atlantica francese. Consensi della critica e interesse delle giurie ottengono sia Stefano Reali (‘Lo scandalo della banca romana’) che Giacomo Campiotti (‘Il sorteggio’), entrambi proposti da Rai Fiction, che Marco Paolini con la perfomance di teatro e musica ‘I miserabili’ (presentato da La7). Per non parlare dei bellissimi documentari di Paola Sangiovanni, ‘Ragazze: la vita trema’, e Grignaffini/Conversano ‘Strade blu’. Ma il protagonista a sorpresa, almeno per i media francesi, e’ Giuseppe Fiorello, sbarcato qui da protagonista delle due fiction della televisione pubblica.

“Quando i film da me interpretati vanno in onda in Italia – racconta Fiorello – sento fisicamente l’onda di simpatia del pubblico che il giorno dopo mi riconosce o mi ferma per strada. E la cosa che in genere mi da’ entusiasmo e’ che non fanno tanto i complimenti all’attore, quanto a chi ha messo la sua faccia su storie che volevano sentirsi raccontare, in cui volevano immedesimarsi. Mi piace incarnare persone comuni che, per caso o fatalita’, finiscono al centro di vicende piu’ grandi di loro e non si sottraggono”. “Nel caso de ‘Il sorteggio’ – continua Fiorello – rivendico addirittura una sorta di paternita’, poiche’ si tratta di un progetto che proposi io, alcuni anni fa, e che adesso ho l’orgoglio di vedere apprezzato qui in Francia, come a New York dove lo abbiamo presentato qualche giorno fa. La differenza, qui a Biarritz, e’ che gli spettatori sono piu’ sorpresi. Il pubblico del FIPA ha scoperto in questa storia, ormai antica, dell’Italia di fine ‘800, una sconvolgente attualita”’. E il cinema? “Lo guardo con tutta l’umilta’ dell’innamorato che spera di essere invitato al gran ballo. Faccio il mio mestiere – dice l’attore – con passione e soddisfazione, ma non nego che il richiamo del grande schermo resta forte. Aspetto con emozione eventuali chiamate e non ho la presunzione di volere ruoli da protagonista”. “Quando Edoardo Winspeare – racconta – mi ha chiamato per ‘I galantuomini’ mi ha convinto il lavoro che potevo fare su me stesso e un personaggio forte, anche se negativo. Quest’anno ritornero’, in una chiave di commedia e sempre con un ‘cammeo’ che mi piace moltissimo nel prossimo film di Roberta Torre che riesce sempre a imprimere un segno surreale e personalissimo ai suoi film. Un giorno o l’altro potrei anche convincere mio fratello Rosario a farmi compagnia su un set. Peccato che lui si neghi dicendo che non e’ un attore e che non vuole farmi sfigurare. Ma, come si dice, mai dire mai”. Al suo fianco, Stefano Reali si dice felice del grande successo del suo lavoro. “Quello dello scandalo della Banca Romana – sottolinea – e’ stato un vero e proprio miracolo. Non so se i dirigenti della Rai si aspettassero un film cosi’ diretto e duro come quello che ho potuto realizzare. Di certo sono stato poi aiutato dai dati sull’ascolto, mi ha premiato un pubblico colto e di rado propenso alla linea editoriale della prima rete che invece ha seguito con grande partecipazione la messa in onda di quello che io considero un vero e proprio film. Non era facile parlare dell’oggi con una storia in costume. Ma e’ proprio l’interesse che ho toccato con mano qui a Biarritz a confermarmi la bonta’ delle scelte fatte”.

 

Mario Caiazzo

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