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Io sono Babbo Natale, al cinema l’ultima affettuosa interpretazione di Gigi Proietti

Ci sono film che vengono scritti in funzione di specifici interpreti, perfettamente cuciti addosso agli stessi. La commedia dai tratti fantasy diretta da Edoardo Falcone ne è la rappresentazione concreta poiché pensata per due grandi attori come Gigi Proietti e Marco Giallini.

Una coppia che scoppia, incarnando al meglio due poli opposti, due mondi altisonanti e lontani anni luce.

Ma come decanta un noto proverbio anche i poli opposti spesso finiscono per incontrarsi. Da una parte la storia tormentata di Ettore (Marco Giallini), che dopo aver scontato la sua pena detentiva ritrova la libertà, anche se il prezzo da pagare è la solitudine e l’assenza di una casa in cui poter stare. Dall’altra la tranquilla vita di Nicola, scandita da prevedibili e rassicuranti gesti, riflesso di una quotidianità da anziano gentile.

Il loro incontro sarà soltanto l’inizio di una lunga serie di eventi fuori dall’ordinario che finiranno per restituire ad Ettore quel calore e quella fiducia nel prossimo che da tempo aveva smarrito.

Ne sono state narrate tante di storie sul Natale e sono stati diretti altrettanti film interpretando nei più svariati modi quello spirito che rende tutti più inclini alla bontà. E se i migliori classici del cinema internazionale hanno fatto del Natale la chiave di volta per rammentare ad ogni singolo l’importanza del prossimo, in molti altri il Natale è stato oggetto di sberleffi e di satira (si pensi al Babbo Bastardo di Terry Zwigoff del 2003 o al più demenziale Elf diretto da Jon Favreau).

Io sono Babbo Natale si presenta invece come moderna parabola dello spirito natalizio che fa della redenzione il suo principale messaggio da veicolare. Perché fondamentalmente quella di Ettore è la storia di un’infanzia negata, in una famiglia assente e problematica, in cui non era affatto concesso sognare (e ciò ha poi portato a delle conseguenze comportamentali alquanto disastrose).

Falcone non dirige di certo un film che fa della sua miglior virtù l’originalità, ma riesce nell’intento di regalare un delicato racconto che trascina nella spensieratezza donandoci quel pò di grazia e calore di cui si ha spesso bisogno.

Forte della presenza del duo attoriale Proietti-Giallini, il ritmo del film non accusa mai alcun tentennamento oscillando sempre tra il sarcasmo più ruvido di Marco Giallini e quello più ricercato e tradizionale dell’insostituibile Gigi Proietti.

Giunto in sala il 3 novembre con un mese di anticipo dal Natale, ma con lo scopo di omaggiare l’immenso Proietti scomparso esattamente il 2 novembre di un anno fa, Io sono Babbo Natale privo di pedanteria e moralismo è ciò di più deliziosamente leggero si possa trovare nelle sale in questo periodo. 

Giada Farrace

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