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Get Out dall’orrore della società

Scappa capolavoro cinematografico di Jordan Peel in chiave Horror

Ispirato da “La notte dei morti viventi” il regista Jordan Peele, che è anche co-prodotto e scrittore, ci presenta sul Grande Schermo Scappa – Get Out. Un vero capolavoro, che sicuramente rientrerà nei cult del genere e creerà anche un filone. Questo thriller/horror con un velo di satira sul odierno liberalismo negli Stati Uniti d’America, viene raccontato da Peele, al suo esordio dietro la macchina da presa, farà parlare di sé.

Tra gli attori Daniel Kaluuya, Allison Williams, Bradley Whitford, Caleb Landry Jones, Stephen Root, distribuito dalla Universal Pictures, ci racconta la storia di una coppia di innamorati Chris e Rose: lui è afroamericano, lei caucasica. Quando arriva il giorno del fatidico incontro con i genitori di Rose, Chris è titubante ma Rose garantisce che la sua famiglia non ha preconcetti razziali. Ma la verità è celata da una maschera di perbenismo che poco dopo una tazza di tè si sgretola. Il regista-autore ci racconta del razzismo che si nasconde nelle sue forme più abiette, sotto l’apparenza, dietro il perbenismo.

Non è il primo caso in cui il cinema horror e la coscienza politica si incrociano al Cinema.

Così per Chris quel teso ma normale weekend si trasforma presto nel più inquietante degli incubi. Così anche per lo spettatore che come il protagonista è ipnotizzato, in piena suspense, non può anticipare le scene, attende inerme. È quello che si avverte è quel caldo tepore della scia dei classici come Rosemary’s baby, dove non esplode nella violenza ammorbidendo la sua natura di horror. Resta quasi in bilico tra l’horror e il thriller psicologico e li nobilita, usa il terrore per esorcizzare i fantasmi reali della società falsa ed ipocrita.

Di quella società che schiavizza attraverso le convenzioni e i sorrisi di botulino che nascondono le rughe dell’inquietudine di una realtà antropofaga di sé stessa e di tutte quelle verità a lei non congeniali.

Quindi non resta che ‘scappare’, citando il titolo, per cercare di raccontare a tutti l’orrore della schiavitù sociale e del terrore della falsità.

MARCO FIORE

 

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