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Di Gregorio: “Porto le mie donne a Berlino”

Ha ragione Gianni Di Gregorio quando dice che i festival gli portano fortuna. Al Festival Venezia, dove arrivo’ nel 2008 a 59 anni con ‘Pranzo di ferragosto’, il suo primo film scritto, diretto e interpretato, sbanco’.

Ha ragione Gianni Di Gregorio quando dice che i festival gli portano fortuna. Al Festival Venezia, dove arrivo’ nel 2008 a 59 anni con ‘Pranzo di ferragosto’, il suo primo film scritto, diretto e interpretato, sbanco’.

E ora, al secondo lungometraggio, ‘Gianni e le donne’, arriva un altro festival prestigioso come quello di Berlino che lo ha collocato in una sezione collaterale come Special. Insomma lo stesso destino del Festival di Venezia, dove rientrato nella selezione de La Settimana della Critica, raccolse, in un anno in cui i film italiani in concorso furono trovati da molti critici inadeguati, il Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis. E subito dopo il regista romano fu premiato come miglior regista esordiente dell’anno da entrambi i maggiori riconoscimenti cinematografici italiani, i David di Donatello e i Nastri d’argento. “Inutile dire quanto sia orgoglioso di essere invitato al festival di Berlino con il mio ‘Gianni e le donne’. Evidentemente i maggiori festival internazionali mi portano bene: Venezia 2008 mi ha scoperto, premiato e lanciato, ora anche dalla grande kermesse tedesca mi auguro possa trarne qualche bella soddisfazione, hai visto mai…”. E ancora il regista-sceneggiatore: “Ho sempre saputo di Berlino come di una manifestazione rigorosa, spesso con opere d’avanguardia se non quando sperimentali, di cinematografie poco note in Europa, e sono particolarmente felice – continua Di Gregorio – che ci sia posto per una commedia come la mia che ancora una volta parla di uomini e donne, mariti e mogli, nonne e nipoti che si muovono con una certa confusione nei quartieri di Roma, la mia citta’ che credo di conoscere molto bene. Fin da adesso mi viene da pensare a quanto saro’ ansioso, emotivo come sono, in quell’intenso weekend quando il film uscira’ nelle sale italiane l’11 febbraio e il giorno dopo sara’ presentato a Berlino. E’ comunque una emozione forte e una gratificazione che voglio assolutamente condividere con chi mi ha dato sostegno e fiducia, Angelo Barbagallo e Rai Cinema oltre alla distribuzione 01”. In ‘Gianni e le donne’, Di Gregorio interpreta ancora una volta se stesso, ovvero Gianni, sessant’anni ben portati, un uomo normale, mite e sempre disponibile. Il suo problema sono appunto le donne. E cosi’ al servizio di sua moglie che lavora e ha mille impegni, della figlia che adora, del fidanzato della figlia, giovane nullafacente che si e’ piazzato in casa e che ormai lui ama come un figlio, del cane, del gatto. Dulcis in fundo, c’e’ sua madre, novantenne nobildonna decaduta (Valeria Bendoni), che si ostina a vivere nella vecchia villa alle porte di Roma facendo allegra finanza, con badanti che vanno e vengono. Cosi’ la vita di Gianni scorre monotona fra commissioni, passeggiate con il cane e faccende domestiche. Un giorno, l’amico Alfonso gli fa aprire gli occhi: tutti i suoi coetanei hanno delle storie. Sconvolto dalla scoperta Gianni tenta di fare qualcosa. C’e’ Gabriella, irraggiungibile e desiderata per anni, c’e’ Valeria, il meraviglioso primo amore, la bellissima Cristina, badante della mamma, c’e’ la vicina di casa, incarnazione della bellezza e della giovinezza, ci sono le infinite donne possibili che abitano il mondo.

Mario Caiazzo 

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