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Baaria trionfa al botteghino

Baaria, il film di Giuseppe Tornatore in lizza per la candidatura italiana all’Oscar per il miglior film straniero, è stato il miglior incasso del weekend cinematografico con 2.105.181 euro. Un buon risultato per il film distribuito da Medusa in 510 sale, considerato che ha contro qualche polemica, che non è certo un film ‘leggero’ e soprattutto che è molto lungo (circa due ore e mezzo: ha dunque uno spettacolo in meno al giorno e cosi’ si spiega anche la media per sala non esaltante: 4.128). Senza contare che in alcune sale è distribuito nell’originale dialetto siciliano.

Baaria, il film di Giuseppe Tornatore in lizza per la candidatura italiana all’Oscar per il miglior film straniero, è stato il miglior incasso del weekend cinematografico con 2.105.181 euro. Un buon risultato per il film distribuito da Medusa in 510 sale, considerato che ha contro qualche polemica, che non è certo un film ‘leggero’ e soprattutto che è molto lungo (circa due ore e mezzo: ha dunque uno spettacolo in meno al giorno e cosi’ si spiega anche la media per sala non esaltante: 4.128). Senza contare che in alcune sale è distribuito nell’originale dialetto siciliano.

Pur essendo un risultato più basso di altri esordi italiani del 2009, l’esito soddisfa Tornatore che non caso oggi, dopo il primo week end di programmazione, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa. La strada di Baaria è stata costellata di polemiche piccole e grandi, a cominciare da quando il presidente del consiglio Silvio Berlusconi da Danzica, il primo settembre, lo definì un “capolavoro” che tutti avrebbero dovuto vedere: “ma non ditelo – aggiunse – altrimenti qualcuno dirà che ho secondi fini visto che è una coproduzione Medusa”. Quanto questa dichiarazione abbia davvero favorito o sfavorito il film di Tornatore è difficile da valutare, come anche la sua partecipazione, in concorso e come film d’apertura, alla 66/a edizione della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia. Dove, tra l’altro, il film del premio Oscar non ha ricevuto nessun premio e ha diviso la critica. Tra le polemiche che hanno poi colpito Baaria, anche quella della scena del macello con un bovino ucciso che ha fatto scaldare gli animi della Lav e non solo. E ancora, la polemica legata al costo del film (25 mln di Euro) che secondo il regista “è stato malevolmente gonfiato in proporzione all’antipatia verso di me”. Il cinema è un’industria “culturale molto raffinata, difficile da standardizzare. Non c’é una ricetta che garantisca il boom al botteghino – ha detto oggi Tornatore -. Se esistesse, la storia del cinema sarebbe stata contrassegnata solo da grandi successi commerciali. Ma non è così, perché ogni film è un prototipo e il cinema non è un supermercato. Ma non dobbiamo lamentarci se tutto ciò è troppo distante dalla sensibilità di Renata Brunetta”, ha poi concluso il regista, alludendo agli attacchi del ministro dell’amministrazione pubblica ai registi di sinistra che lavorano con i soldi pubblici e non incassano una lira. E, infine, sui valori etici e politici di una volta, che il film propone, ha detto Tornatore: “Viviamo in una fase in cui, se la politica dal punto di vista dei politici e dei cittadini, non ritrova certi valori e una fiducia reciproca, il nostro Paese faticherà a ritrovare un binario lungo il quale andare avanti”.

Teresa Lucianelli

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