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Arriva il 3D subacqueo

‘La madre di tutte le grotte’, ‘la rete di caverne inesplorate piu’ grande del mondo’, e’ lo scenario tanto smisurato quanto claustrofobico di Sanctum 3D dell’australiano Alister Grierson, in uscita domani distribuito da Eagle in 300 copie, con l’anteprima italiana a Bologna, organizzata come evento speciale dal Future Film Festival.

‘La madre di tutte le grotte’, ‘la rete di caverne inesplorate piu’ grande del mondo’, e’ lo scenario tanto smisurato quanto claustrofobico di Sanctum 3D dell’australiano Alister Grierson, in uscita domani distribuito da Eagle in 300 copie, con l’anteprima italiana a Bologna, organizzata come evento speciale dal Future Film Festival.

Produttore esecutivo del film e’ James Cameron che lo ha fatto girare con il Cameron/Pace Fusion 3D Camera System, la stessa innovativa tecnologia da lui messa a punto per Avatar. Il regista di Terminator e Andrew Wight (cosceneggiatore, coproduttore e collaboratore di Cameron da anni) hanno realizzato il progetto con un budget contenuto: 30 milioni di dollari (rispetto ai 240 milioni, piu’ 150 per la promozione, di Avatar) e un cast senza divi, di cui fanno part Rhys Wakefield, Ioan Gruffudd, Richard Roxburgh,e Alice Parkinson. “Ero cosi’ stanco di quelle stupide conversazioni sull’idea che il 3d sia troppo costoso – ha spiegato Cameron -. Si puo’ creare un’esperienza in 3d di altissimo valore anche con un budget modesto”. Per la regia Cameron e Wight si sono affidati a Grierson, apprezzato per la sua opera prima, Kokoda, storia di un plotone di soldati sperduti in Nuova Guinea nel 1942. La sfida di Sanctum per ora negli Usa e’ vinta a meta’: al debutto lo scorso weekend, si e’ fermato al 2/o posto in classifica, con 10 milioni di dollari di incasso, dietro al college thriller Roommate e anche le recensioni non sono state entusiastiche. La trama e’ ispirata a una storia vera, vissuta proprio da Wight, esperto subacqueo, che nel 1988, partito con un gruppo di 15 persone per esplorare alcune caverne sottomarine nel sud dell’Australia, rimase intrappolato e dovette scavare e nuotare a lungo per trovare una via d’uscita e andare a chiamare soccorso. I compagni furono liberati due giorni dopo, miracolosamente tutti illesi. Nel film, Frank McGuire (Richard Roxburgh), famoso speleologo subacqueo, e’ nel pieno della spedizione nel gigantesco e ancora inesplorato complesso di grotte di Esa Ala, in Papua Nuova Guinea. Con, lui ci sono, fra gli altri, il figlio di 17 anni, Josh (Rhys Wakefield), sempre in lite con il padre, il ricco finanziatore, Carl (Ioan Gruffudd) e Victoria (Alice Parkinson), la sua ragazza. Quando un ciclone si abbatte sull’isola il gruppo rimane in fondo alla grotta e l’unico modo per tentare di salvarsi e’ attraversare la parte di caverne sott’acqua. “Piuttosto che raccontare la mia storia ci e’ sembrato piu’ emozionante usare solo l’essenza dell’esperienza – spiega Wight -. La nostra diventa una storia di sopravvivenza e una scoperta di se stessi in un ambiente alieno. Abbiamo voluto sviscerare le loro reazioni sotto tale pressione”. Il film e’ stato girato lungo la Gold Coast di Queensland, in grotte nel sud dall’Australia, e ai Village Roadshow Studios, dove lo scenografo Nicholas McCallum ha utilizzato 16 grandi set. Le sequenze sottomarine sono state realizzate in un’enorme vasca lunga 40 metri, larga 30 e profonda 7, riempita con 7.2 milioni di litri di acqua. Cameron del film ha trovato affascinante anche la possibilita’ di raccontare “una relazione padre-figlio. Non l’avevo mai fatto prima ed essendo padre di due figli ho pensato sarebbe stato un tema interessante da esplorare”.

Mario Caiazzo 

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