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Alla Sala Umberto di Roma arriva ‘La Piccola Bottega degli Orrori’

AAA Queen’s Drag Queen cercasi per La Piccola Bottega degli Orrori. A rilanciare l’appello  è il regista Piero Di Blasio, che il prossimo 28 giugno terrà i casting dalle 10.00 alle 17.00 alla Sala Umberto per il ruolo di Audrey 2, meglio nota come La Pianta, importante ruolo per cui la produzione sta cercando una drag queen e più nello specifico una drag singer.

Il call back finale della selezione drag avverrà giovedì 18 luglio in una serata-evento alla presenza di una giuria che eleggerà la drag queen prescelta per la parte. Da agosto inizieranno i lavori di messa in scena della storica e fortunata commedia musicale che vedrà le coreografie di Luca Peluso, la direzione musicale di Dino Scuderi e i costumi di Francesca Grossi, per una produzione a cura di O.T.I Officine Teatrali Italiane, in collaborazione con Viola Produzioni e Bottega Teatro Marche. “Le prove avranno inizio subito dopo il periodo estivo, in vista del debutto nelle Marche, regione da cui partiremo alla volta di una tournée nazionale”, fa sapere il regista che dirige il musical di successo firmato da Alan Menken e Howard Ashman, nel nuovo spettacolo che arriva a Roma, in Sala Umberto, a dicembre 2019.

La compagnia andrà in scena con il musical, tra i più rappresentati nella storia dei teatri Off di Broadway, che nel 1982 ha collezionato oltre 2’200 repliche che lo porteranno qualche anno dopo nel rinomato Virginia Theater, in cui rimarrà in cartellone per oltre un anno. Un grande successo di pubblico e di critica che nell’86 porterà ad una trasposizione cinematografica con ben due candidature agli Oscar.

Il Call Back finale, per la selezione della Drag che interpreterà il ruolo di Audrey 2, si terrà entro la metà di Luglio 2019 all’interno di una serata evento che convoglierà negli spazi del teatro Sala Umberto o del Teatro Brancaccio, le figure di spicco del panorama drag Italiano.

Drag queen è un termine inglese per definire attori o cantanti (detti Drag singer) che si esibiscono in canti, imitazioni, cabaret e balli, indossando trucco e abiti femminili. Le donne che recitano in abiti maschili sono invece dette drag king.

L’etimologia del termine “drag queen” è oggetto di controversia. Il termine fu usato nel Polari, un sottoinsieme di slang inglese molto popolare in alcune comunità gay agli inizi del ventunesimo secolo. Il primo uso della parola “drag” usato per descrivere attori vestiti con abiti da donna documentato risale al 1870.

Logan Carter, il cui nome da drag queen era Roxanne Russell (1975)

Una etimologia popolare suggerisce che “drag” sia l’acronimo di “Dressed Resembling A Girl” (vestito come una ragazza), usato per descrivere il travestitismo teatrale maschile. “Queen” potrebbe provenire invece dall’atteggiamento di finta regalità inscenato dalle persone che fanno drag. È anche collegato ai termini quean o qwene, che in anglosassone significavano semplicemente “donna”, che fu in seguito usato riferendosi a donne promiscue e uomini gay. La parola anglosassone potrebbe a sua volta derivare dall’olandese antico quene (donna anziana).

In lingua inglese inoltre il solo termine “drag”, in questa accezione, significa portare abiti caratteristici del sesso opposto, ed è usato come verbo o come aggettivo, ma non come sostantivo. In Italia il termine “drag queen” è spesso abbreviato semplicemente in “Drag” (esempio: “È una Drag celebre”), cosa non possibile in inglese, dato che la parola “drag” usata come sostantivo ha molti altri significati (“She’s a notorious drag”, in particolare, significa: “È notoriamente una scocciatrice”…).

Due drag queen statunitensi: Derrick Barry  e Bob the Drag Queen, quest’ultima vincitrice dell’ottava stagione del programma America’s Next Drag Queen

Anche se è ancora usato, a volte riferirsi ad una drag queen come “travestito” è considerato errato, perché non tutti gli artisti drag contemporanei cercano di creare l’illusione di essere una donna. Il Travestitismo è ancora illegale in alcuni paesi, e questo fatto portò la drag queen José Sarria a distribuire etichette ai suoi amici su cui si leggeva, “I am a boy” (“Sono un maschio”), così che non potessero essere arrestati per travestitismo. La celebre drag queen statunitense RuPaul ha detto, “Io non faccio finta di essere una donna! Quante donne conoscete che riescono a camminare su un tacco 12, che indossano parrucche alte un metro e venti, e vestiti aderentissimi?” Ha anche aggiunto “Non mi vesto come una donna, mi vesto come una drag queen!”.

Alcuni artisti distinguono tra travestiti, che vogliono emulare una figura femminile specifica come attrici o cantanti, e drag queen, che vogliono semplicemente creare una personalità femminile tutta loro. Altra differenza sta nel fatto che un travestito si veste del sesso opposto per fetish o nella vita di tutti i giorni, mentre una drag queen lo fa per un evento specifico o una performance, al fine di intrattenere un pubblico.

In Italia, dal 2003 si svolge ogni anno il concorso Miss Drag Queen Italia, a Torre del Lago Puccini, in Versilia. Concorrenti da tutta Italia che hanno superato le varie selezioni regionali, si contendono la corona di Drag Queen più rappresentativa d’Italia. Negli anni sono poi arrivati altri concorsi.

Antonella Di Pietro

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