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I 50 anni di Jesus Christ Superstar

Ci sono opere musicali che ancora oggi sopravvivono al tempo. A distanza di 50 anni dalla  creazione e in perfetto spirito pasquale, Jesus Christ Superstar, rivive con il suo messaggio provocatorio. La canzone Superstar inserita poi nell’album Jesus Christ Superstar-Rock Opera nasceva nel 1969 dall’estro di un allora musicista ventenne Andrew Lloyd Webber, sul testo di Tim Rice, mentre si trovava in Italia a Ventimiglia. Un singolo come tanti, in un periodo musicale costellato di successi planetari, ma che dopo la sua uscita in Inghilterra, irrompeva nello stesso anno sul mercato americano. L’album di Jesus Christ Superstar ad oggi vanta 7 milioni di copie vendute nel mondo, canzoni indimenticabili che fondono rock, pop, soul e richiami alla musica classica. Oltre che uno spettacolo teatrale nato dall’album che ha girato il mondo, e un film cult del 1973 di Norman Jewison.

Al cinema Gesù appariva in veste umana, scontornano da cornici sacre, un uomo calato in una vita terrena di incertezze e dilemmi, osteggiato dai detrattori dell’iconoclastia. Eppure indimenticabile fu l’interpretazione del leader dei Deep Purple Ian Gillan, nei panni di Cristo al debutto a Broadway nel 1971, dove rimase in programmazione per 18 mesi con 720 repliche. E poi la consacrazione mondiale a partite dall’anno successivo a Londra,  in scena per 8 anni con 3.358 rappresentazioni, e così è stato in decine di Paesi. In Italia il musical firmato dal regista Piparo ha superato in 26 anni le 2000 rappresentazioni, vantando nel corso degli anni apparizioni anche del cast originale, come il Messia del film Ted Neeley.  Un successo trasversale e inaspettato per un prodotto musicale che la BBC definì “sacrilego”, bandendolo dai suoi canali.

Le polemiche hanno accompagnato anche l’uscita dell’omologo film del 1973, girato in terra santa, divenuto espressione trasgressiva di una controcultura hippy che bandiva schemi e convenzioni sociali. I protagonisti Ted Neely, Carl Anderson e  Yvonne Elliman vengono ricordati in scene a tratti surreali divenute simbolo di un movimento giovanile degli Anni 70 che cercava nella musica l’elemento di riscatto umano. Le sonorità sono forti, incalzanti, sinonimo di quella contraddizione e sperimentazione che ha segnato un’epoca. Un’anima giovanile che la Chiesa ha ben interpretato in una nota del 1974 affidata alla Commissione Nazionale Valutazione Film della Cei, in cui si attribuisce al Cristo di Jesus Christ Superstar, una “fisionomia esaltante e stimolante” per la ricchezza artistica del lavoro. In questo periodo, complice anche la quarantena, i social network celebrano con una serie di iniziative la creatura di Lloyd Webber e Rice, a 50 anni esatti dalla sua nascita, prova del carattere di attualità che l’opera ancora oggi conserva.

Marita Langella

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