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Dal Regno delle Due Sicilie, le prime officine ferroviarie: Pietrarsa

Il Museo Ferroviario nato dalle Officine Borboniche

Pietrarsa, meravigliosa location dalla quale è possibile ammirare l’intero Golfo di Napoli, ospita uno dei più importanti centri di archeologia industriale del nostro Paese: il Museo Nazionale Ferroviario. Il luogo fu scelto da Re Ferdinando II di Borbone per costruire le prime officine ferroviarie delle Due Sicilie e dell’intera Penisola e così un editto del 1843 decretò la nascita dello stabilimento: “… per la costruzione delle locomotive, nonché delle riparazioni… dei wagons che percorreranno la nuova strada ferrata NapoliCapua”.                                                                                                                                               

Il Museo, si sviluppa in un’area di 36mila metri quadrati, di cui 14mila coperti; ed accoglie materiale di assoluto valore, tra cui: la riproduzione fedele della Bayard, il treno inaugurale della prima tratta ferroviaria Napoli Portici del 1839; 25 locomotive a vapore; 6 locomotori elettrici; diverse tipologie di carrozze tra cui la carrozza n° 10 dell’ex Treno Reale (oggi treno Presidenziale) ed altre magnificenze.   

Con l’ausilio di eccellenti guide, il visitatore potrà ammirare l’evoluzione delle motrici, partendo dalla riproduzione della storica Bayard fino ad arrivare, spostandosi tra i vari padiglioni, alle più recenti locomotive elettriche, non senza ammirare però, nel piazzale del complesso museale, un’imponente statua di re Ferdinando II di Borbone, per la cui realizzazione fu scelta (per esplicita volontà del Sovrano) la ghisa  invece del bronzo, nel timore che la stessa potesse essere un giorno fusa per creare armi. Sede espositiva unica nel panorama nazionale per la singolarità e ricchezza dei contenuti in mostra, il museo di Pietrarsa entra di diritto nel circuito dei principali musei ferroviari d’Europa. Lì dove un tempo lavoravano i cosiddetti “sordi di Pietrarsa”, così chiamati a causa della parziale perdita d’udito causata dall’assordante rumore delle macchine, oggi non si ode solo il rumore del mare, ma anche il vociare sommesso di migliaia di ammirati visitatori che ogni anno contemplano un primato del Regno delle Due Sicilie.

di Assunta Mango

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