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Il sogno di una ragazza di andare sulla luna…

Si chiama Chiara Amato, è salernitana, classe 1999, la giovane donna, è tra le eccellenze femminili italiane insignita del premio Marisa Bellisario dal titolo “Donne ad alta quota”. Chiara Amato ha ricevuto il prestigioso riconoscimento dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ogni anno la fondazione Bellisario, che nasce all’insegna della prima donna riconosciuta top manager in Italia, consegna l’Oscar delle donne a imprenditrici, professioniste, donne delle istituzioni, ricercatrici scienziate e studiose, giornaliste attrici e registe e persino donne astronaute. La mela d’oro rappresenta il più alto riconoscimento del talento femminile italiano associato alle doti di determinazione coraggio e  spirito di sacrificio e generosità verso il prossimo, proprio come le doti che caratterizzano Chiara.

“Avevo 13 anni – dichiara Chiara – quando alla rituale domanda sul mio futuro di lavoro, rispondevo a tutti di voler seguire la carriera di ingegnere aerospaziale, sotto lo sguardo attonito dei miei genitori, parenti e quanti pensavano che fosse il sogno di una bambina un po’ supponente…”. Risultati brillanti al liceo classico, e poi la decisione di andare a studiare ingegneria aerospaziale  alla Facoltà di Pisa. Studio e in alternanza anche lavoro per arrivare alla tanto desiderata meta. Di qui la sua escalation. Le viene consentito di scrivere la tesi all’ Università di Champaign nel sud dell’ Illinois, “. Ho voluto fare questa esperienza perché e stata un’occasione di grande crescita umana e professionale come donna e di approfondimento di quelle tematiche che solo li potevo avere.

Tante difficoltà anche economiche non la scoraggiano. entra a far parte di un’equipe di professori con carriere decennali e sfrutta ogni occasione per studiare e fare ricerca. Nonostante il suo costante impegno e la continua attività di studio Chiara riesce comunque ritagliarsi del tempo per frequentare amici con i quali condivide la passione per la musica dal vivo ed organizzare meravigliosi pranzi made in Italy. Cavallo di battaglia? La sua frittata di maccheroni, con cui e partita dall’Italia!

Poi la  laurea a luglio del 2017, sulle problematiche di interazione con l’atmosfera durante il rientro delle navicelle spaziali, lavoro in cui l’hanno seguita come relatori i professori Luca D’Agostino dell’Università di Pisa e Marco Panesi dell’University of Illinois (USA). Dopo la laurea Chiara Amato è volata in America e ora sta studiando per conseguire dottorato di ricerca all’Università del Minnesota, Minneapolis-St. Paul (USA), dove è entrata a far parte del gruppo di ricerca del National Hypersonic Research Center.

Capelli legati, solito abbigliamento radical, rigorosamente nero, la pelle bianca come la ceramica del suo bellissimo viso dove spiccano grandissimi occhi verdi che sanno “ di famiglia” , Chiara racconta della cerimonia di conferimento del Premio della Mela D’oro, ricevuto per mano del Presidente Mattarella: “per fortuna il  percorso delle donne  avanza anche nelle della corsa delle nelle istituzioni i e si è  già  espresso in corso con l’elezione della prima donna quale  presidente del Senato.   la società migliora – dice Mattarella – lo si vede anche nelle relazioni internazionali dove anche importanti intese sulla  pace vengono condotte dalle donne che  hanno capacita e sensibilità particolari, tanto è che queste intese sono tra l’ altro mediamente più stabili e salde “ – e un percorso già inarrestabile che troverà il suo compimento con l’elezione di un presidente del Consiglio e perché no della Repubblica di genere femminile” .

Il lungo elenco delle Mele d’Oro rappresenta il più grande e importante serbatoio di energie e talenti femminili . A decretare le vincitrici è un’apposita Commissione esaminatrice, attualmente presieduta da Stefano Lucchini e composta da autorevoli rappresentati del mondo dell’economia, delle istituzioni e dell’informazione. La Commissione vaglia le tantissime candidature – frutto di segnalazioni e del lavoro di raccolta dalla stampa nazionale e internazionale – e dopo un anno di lavoro decreta le Mele d’Oro. 

“Sono risultata selezionata tra i quaranta atenei coinvolti nel processo di selezione e mi sono ritrovata tra le 5 donne in un ‘intera equipe di 20 colleghi!”. Parla e si commuove, “sono felice come donna, peraltro del sud perché sono una femminista convinta e sono felice di aver dato lustro all’immagine della donna italiana che aspira ad una carriera in un ambito che sicuramente non e proprio associato al mondo femminile”. La sua gioia e i suoi ringraziamenti vanno subito al padre e la madre, che meritano il giusto apprezzamento per tutto il supporto dato alla figlia nel corso degli anni.

E continua “L’Italia ha un grande potenziale sulla ricerca e in molti possiamo farcela per raggiungere grandi obiettivi e portare alto il nome dell’Italia all’estero in questo campo. Ma non mi fermo – Voglio specializzarmi in aerodinamica ipersonica con un progetto di analisi della fase di rientro in atmosfera delle navicelle spaziali”, parole convinte dette con un po di rabbia e voglia di riscatto.

 Il giorno 19 giugno eccola che ricompare sugli schermi di rai 2 ospite della serata “Donne ad alta quota”, condotta da Paola Perego e a cui era presente anche il Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Casellati. Presente naturalmente la presidente della Fondazione:

Marisa Bellisario – dichiara Lella Golfo –  sarebbe fiera del lavoro fatto dalla Fondazione che porta il suo nome. Se oggi le donne sono sempre più presenti ai vertici del sistema economico e politico, se sono sempre più al centro del dibattito, se i loro talenti vengono finalmente riconosciuti, il merito è anche della Fondazione Marisa Bellisario, che ha lavorato con dedizione, determinazione, coraggio e concretezza, tracciando la strada del cammino verso la parità”.

Ora Chiara è andata via con il  suo zainetto in spalla, e tornata negli States e forse ancora non e a conoscenza delle dichiarazioni del suo professore di ingegneria –  Roberto Galatolo, presidente del Corso di studi in Ingegneria aerospaziale dell’Ateneo pisano – “Chiara è arrivata prima in Italia per l’Ingegneria aerospaziale Questo riconoscimento ad una nostra laureata ci riempie d’orgoglio a nome di tutti i docenti del corso di studio faccio a Chiara le mie più vive congratulazioni, assieme ai miei migliori auguri per il suo futuro”.

E ora e lì, sola e semplice come prima con la sua Mela d’Oro con la  forma irregolare di quell’universo che ancora vuole esplorare e chissà forse un giorno all’interno della sua navicella spaziale.

Anna Paola Voto

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