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Miss Italia, non è più solo bellezza

Anche quest’anno l’Italia ha la sua Miss. Nella gara tra le regioni del nord e quelle del sud ad aggiudicarsi più vincitrici di Miss Italia, quest’anno scettro e corona preziosa va al Trentino Alto Agide, per la seconda volta nella storia dopo il 2006.

Per Alice Rachele Arlanch, 21 anni, comincia un lungo giro di giostra di un anno, quello che le permetterà di affacciarsi ad un mondo prima solo sognato. Contratti, ospitate, apparizioni in tv e riviste sulla scia di un interesse a tempo determinato, perché c’è da chiedersi oggi cosa sia diventato il fenomeno Miss Italia.

Nel corso della sua lunga vita in casa Rai il concorso ha conquistato platee numerose, incarnato il costume di un Paese e ha fornito uno spaccato di un’Italia genuina, quella delle regioni, quella sensibile al fascino femminile, che si riconosce nella competizione sana.

Poi lo stop al programma arrivato dai vertici Rai qualche anno fa, accompagnato da polemiche e critiche, fino al tentativo di salvarne l’immagine e ricucirgli una nuova dignità altrove.

Altra rete stessi contenuti, e per La7 la sfida di portare una prima serata di intrattenimento nel palinsesto di un emittente lontana dal genere per contenuti e missione . Prova superata, con numeri in termini di ascolto positivi e conduzioni che si alternano nelle varie edizioni tra volti legati al concorso e new entry.

Un merito va riconosciuto, quello di mantenere nella scelta delle bellezze in gara, volti puliti, tipologie di ragazze spontanee, non artefatte, quelle della porta accanto che colpiscono per il sorriso e la semplicità. E poi il tentativo di introdurre in un format ormai collaudato elementi che si diversificano dal concorso di bellezza, come “la prova talento”, le esibizioni canore e di ballo, per dare delle concorrenti un’ immagine di intelligenza e spigliatezza.

Forse la riflessione da fare è che oggi la donna non si sente più solo confinata al concorso di bellezza, ha voglia di sentirsi intraprendente, di mettersi in gioco, raccontarsi ed esprimere le sue potenzialità. Chi vuole far sopravvivere Miss Italia lo ha capito e sta cercando di cavalcare nuove tendenze, di strizzare un occhio alla modernità, ai tempi che corrono veloci a suon di social e internauti.

Per questo la rete è entrata di fatto nel concorso con ospiti di quel mondo e fasce assegnate in proposito. Si spera solo che Miss Italia mantenga lunga vita e non venga presto fagocitata dal mondo virtuale delle immagini a buon mercato, dalla bellezza patinata e costruita che ci bombarda on line, dal glamour ostentato dei social.

Ma che conservi il fascino di un concorso di bellezza con la sua missione primaria, fornire a giovani donne un trampolino di lancio per una carriera nel mondo dello spettacolo. Chi riuscirà a esprimere un talento e delle capacità non sparirà dai riflettori. Si spera.

Marita Langella

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