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Giornata del libro, ma in Italia si legge poco

In un periodo dedicato alla celebrazione di eventi importanti, quello appena concluso acquista un significato particolare. La Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore infatti è ormai un appuntamento fisso indetto dall’Unesco nel 1995, il 23 aprile, per risvegliare l’attenzione collettiva verso un tema poco considerato. La tradizione di promuovere la Giornata del libro è nata in Catalogna nel 1926, e ricorda nel giorno prescelto la morte dell’autore spagnolo Cervantes, nonché di Shakespeare e de la Vega. Incentivare la lettura, la pubblicazione dei libri e la preservazione del diritto d’autore attraverso il copyright, sono solo alcuni dei punti affrontati durante quest’evento in un momento storico difficile per il settore dell’editoria. 
Navigatori digitali incalliti ma digiuni di lettura, è questa l’analisi del popolo italiano secondo il World Culture Score Index, che ci relega in fondo alla classifica per tempo dedicato in lettura. Da qui la contrazione di tutto il settore editoriale, piccole librerie indipendenti in declino, scarso acquisto e consumo di testi da parte dei lettori, competitività del commercio online che ha cambiato modi e abitudini di lettura . Sei italiani su dieci non legge libri, ovvero 13 milioni di persone che non entrano in librerie e biblioteche. Per questo siamo il fanalino di coda europeo, se pensiamo a quel 75% di lettori di altri Paesi della comunità che ci supera in numeri. E se Internet ha ampliato notevolmente le possibilità di attingere ad una conoscenza mirata, nozionistica e superficiale dello scibile umano, ci ha impoveriti in capacità di approfondimento. 
In cerca di nozioni e significati sulla rete, il popolo moderno “googola” di tutto, per usare un neologismo, ma non approfondisce o analizza contenuti. Eppure una fetta di nostalgici esiste, un baluardo soprattutto femminile stando ai dati, di lettori voraci che incoraggia ancora il tiepido mercato editoriale. Autori italiani in cima alle classifiche di vendite, storie introspettive di successo che conquistano il pubblico, lanciano ancora qualche timido segnale positivo. Perché il commercio online non ha per fortuna fagocitato il cartaceo, occupa ancora solo il 4% del mercato italiano. Significa forse che il piacere tattile, obsoleto per qualcuno, di sfogliare le pagine di un libro fatte di caratteri a inchiostro, è una suggestione a cui nessun supporto digitale potrà mai sopperire. 

Marita Langella

 

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