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A Ferrara “sbarca” la mostra sulla plastica

Ferrara, capitale del Rinascimento ma anche della…plastica: ha appena aperto le porte una mostra per riflettere su di un  materiale, che è sempre più al centro dell’attenzione di tutti.

La città estense è di certo nota più per le sue bellezze architettoniche e urbanistiche che per essere stata uno dei principali centri dove è nata la plastica. Il percorso espositivo intitolato ‘Ottanta’ ripercorre le tappe dello sviluppo che ha legato l’industria petrolchimica a Ferrara, fin dal 1939. Non meraviglia, quindi, che all’inaugurazione di mercoledì negli imbarcaderi del Castello Estense oltre al sindaco Alan Fabbri, fosse presente una folla di operai, sindacalisti e cittadini a testimonianza del profondo legame con il tessuto locale.

In esposizione (fino al 28 novembre) ci sono oggetti di ogni tipo, che mostrano quanto questo materiale faccia ormai parte della vita quotidiana di tutti. Si inizia con la prima bacinella in Moplen (pubblicizzata dall’intramontabile comico Gino Bramieri) per passare a oggetti di design, fertilizzanti, componenti per automobili, prodotti per l’agricoltura e per il settore medico. A guidare i visitatori nel percorso è Luca Rimessi, del settore Sicurezza, Salute e Ambiente della LyondellBasell (una delle otto aziende che hanno organizzato l’iniziativa), che davanti a una valigia samsonite, realizzata in plastica completamente riciclata, commenta: <<Oggi si parla tanto di ‘plastic free’, ma bisognerebbe riflettere sul fatto che la plastica può essere sempre riutilizzata, mentre per produrre, ad esempio, bicchieri di carta è necessario abbattere alberi>>.

La mostra si interroga sulle possibili vie di uscita per un problema ecologico di vasta portata. Un pannello espositivo è dedicato all’economia circolare, che mira a individuare soluzioni intelligenti e sostenibili per la gestione del fine vita della plastica: dal riciclo meccanico (produzione di resine riutilizzabili) a quello molecolare (creazione di svariate sostanze per nuovi prodotti) per finire con le bioplastiche prodotte da fonti rinnovabili.

Con totem video, pannelli e ampi monitor il percorso intreccia la vita dei cittadini ferraresi e lo sviluppo del petrolchimico, ricordando che a Ferrara visse e lavorò per anni lo scienziato Giulio Natta: per i suoi studi sul polipropilene fu insignito del premio Nobel per la chimica nel 1963. A lui è dedicato un centro studi ferrarese, tra i più avanzati a livello mondiale, che prosegue le ricerche nel settore.

E di ricerca c’è ancora – di certo- bisogno, perchè – ancora una volta- è l’ingegno umano a dover individuare la soluzione del problema.

Domenico Allocca

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