Berlusconi e Alfano (Ansa)
Berlusconi contro Consulta: ‘La riformeremo’
19 Febbraio 2011
Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi (ansa)
Napolitano: ‘Processo sarà secondo giustizia’
21 Febbraio 2011
Mostra tutto

Dal cinema al teatro, “I pugni in tasca”

Debutta al teatro Delle Palme di Napoli lo spettacolo “I pugni in tasca” a più di quarant’anni dall’ultima versione cinematografica

Debutta al teatro Delle Palme di Napoli lo spettacolo “I pugni in tasca” a più di quarant’anni dall’ultima versione cinematografica

 

Dal 23 al 27 febbraio, Ambra Angiolini e PierGiorgio Belloccio daranno corpo e anima ai protagonisti de “I pugni in tasca”, spettacolo teatrale tratto dall’omonimo film. Per la regia di Marco Bellocchio, la trasposizione teatrale si discosta non poco da quello comunemente conosciuto come il film della rivolta contro le istituzioni, la famiglia, la scuola, la religione. Fu un film culto e girò il mondo, ma sul palcoscenico è un’altra la storia che si vuole raccontare.
Nell’opera teatrale, infatti, ogni fratello cerca a suo modo di sopravvivere e di fare i conti con il fratello folle che urlando ricorda continuamente il suo passato, la sua rabbia, il suo odio, il suo dolore. È una famiglia in cui c’è una madre che sembra buona, caritatevole, ma che in realtà impone a tutti i fratelli la sottomissione al primogenito. I figli sono come animali notturni che escono e si muovono soltanto quando il pazzo dorme. Sono uomini annoiati che non fanno nulla, non lavorano, non studiano, sprecando così la loro giovinezza. L’unico che lavora è Augusto, il quarto fratello che amministra male un patrimonio terriero che rende poco e permette alla famiglia una vita confortevole ma senza alcun lusso. Gli elementi ricorrenti dell’opera sono essenzialmente tre: immobilità, inerzia, ripetitività. Ma come in tutti i drammi ad un certo punto c’è una svolta: Alessandro compie un delitto. Si accende così un motore e da quel momento la sua vita prenderà velocità. E’ dunque un deserto di affetti lo scenario in cui si muovono i personaggi, una situazione di grande immobilità, dove non c’è alcuna prospettiva futura. Proprio come in un carcere, ma senza sbarre.

Dalila De Felice

Comments are closed.