Il Pil Usa crolla nel quarto trimestre: -6,2%
27 Febbraio 2009
Quarta edizione per Danza in Fiera
27 Febbraio 2009
Mostra tutto

Da guerrilla a censura, cosa non si fa per pubblicità

Spiazzante, non convenzionale, aggressiva o indiretta perchè vittima di divieti: cosa non si fa per lanciare un film, un programma tv, un jeans o un libro. Le strade del marketing pubblicitario sono sempre più diverse tutte pero’ alla fine concentriche, come si dice in gergo, nel goal: vendere un prodotto.

Spiazzante, non convenzionale, aggressiva o indiretta perchè vittima di divieti: cosa non si fa per lanciare un film, un programma tv, un jeans o un libro. Le strade del marketing pubblicitario sono sempre più diverse tutte pero’ alla fine concentriche, come si dice in gergo, nel goal: vendere un prodotto.

Se poi non sono frutto di strategie di guru della comunicazione ma di boicottaggi come quello che ha colpito a Roma i manifesti del film Angeli e Demoni dal romanzo di Dan Brown non importa, anzi. Alla Sony Pictures non negano di essere contenti per la pubblicita’ indiretta che stanno avendo dopo che l’Opera romana per la preservazione della fede e la provvista per le nuove chiese di Roma ha respinto la richiesta della maxi affissione del manifesto del sequel del Codice da Vinci nella chiesa di Santa Maria dei Miracoli proprio in quella Piazza del Popolo teatro di una delle scene clou del film. “Da Roma partira’ il lancio mondiale di Angeli e Demoni – dice Aldo Lemme, senior marketing manager di Sony Pictures Italia – ai primi di maggio, forse il 4, sara’ il luogo prescelto per la presentazione in anteprima mondiale con Tom Hanks e il regista Ron Howard, mentre nelle sale l’appuntamento è per il 15 maggio. Roma è stata protagonista del film cosi’ come del libro di Dan Brown e pur nell’alto budget del marketing, in linea con i tre Spiderman e il Codice da Vinci, abbiamo previsto solo due maxi affissioni, a Roma e a Milano. Dall’ufficio preposto del Vicariato è arrivato il no, ‘sopra un luogo sacro nulla di Angeli e demoni potra’ esserci, tantomeno per dare modo allo scrittore Brown di costruire ulteriormente sulla religione cattolica il proprio successo’, è stata la loro spiegazione ma non ci arrendiamo, cercheremo un palazzo laico del centro di Roma”. La Sony incassa la pubblicita’ del no, cosi’ come aveva fatto qualche settimana fa il docu-film Religiolus di Larry Charles (Borat), i cui manifesti erano stati oscurati di notte a Roma dall’associazione ultra cattolica Vera. Liberta’ che aveva firmato le strisce nere con scritto ‘Ateo no’ e ‘Vergogna’, incitando cosi’ a boicottare la campagna pubblicitaria del film. La settimana scorsa poi l’Atac, l’azienda di trasporto pubblico di Roma, aveva bloccato la campagna di lancio delle inchieste Vanguard, il programma di punta della nuova stagione di Current tv, il network fondato da Al Gore, che prevedeva l’affissione di manifesti raffiguranti simbolicamente una Bibbia e un fucile e giudicati dal Campidoglio “inopportuni”. E il gran giuri’ della pubblicita’, l’organo di autocontrollo, aveva bocciato le immagini dell’azienda di abbigliamento Relish che raffiguravano donne succinte perquisite da poliziotti sadici. Esempi recenti di pubblicita’ indiretta ma a volte la provocazione è cercata: è la guerrilla marketing, quella provocatoria e fantasiosa che colpisce quando meno te lo aspetti e nei luoghi non usuali della pubblicita’. Nata nell’America reaganiana da Jay Conrad Levinson nell’82 come marketing di piccole imprese oggi è una pratica di comunicazione emergente e alternativa che prevede, come la guerrilla di guevariana memoria, imboscate e passaparola. Accadde cosi’ per il lancio della fiction più bella della stagione, Romanzo Criminale, quando a Roma statue della Banda della Magliana con relativo video su You Tube furono rimosse dopo grandi polemiche.

Teresa Lucianelli

Comments are closed.