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Coco spia nazista?

Coco Chanel, icona dello stile e dell’eleganza francese, la ‘rivoluzionaria’ della moda femminile che libero’ le donne dai corsetti e introdusse nel loro guardaroba i pantaloni, fu una spia nazista. E’ la rivelazione shock del giornalista americano Hal Vaughan, che in una biografia, appena uscita negli Stati Uniti, ha riportato alla luce, con documenti alla mano e particolari inediti, le presunte voci sulla collaborazione della celebre stilista con il regime nazista. Nel 1940, a 57 anni - si legge nel libro, 300 pagine, dal titolo ‘Sleeping with the enemy, Coco Chanel’s secret war’ (A letto con il nemico - La guerra segreta di Coco Chanel) - Coco Chanel, pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel, venne reclutata dall’Abwehr, il servizio d’intelligence militare tedesco con scopi difensivi.

Coco Chanel, icona dello stile e dell’eleganza francese, la ‘rivoluzionaria’ della moda femminile che libero’ le donne dai corsetti e introdusse nel loro guardaroba i pantaloni, fu una spia nazista. E’ la rivelazione shock del giornalista americano Hal Vaughan, che in una biografia, appena uscita negli Stati Uniti, ha riportato alla luce, con documenti alla mano e particolari inediti, le presunte voci sulla collaborazione della celebre stilista con il regime nazista. Nel 1940, a 57 anni – si legge nel libro, 300 pagine, dal titolo ‘Sleeping with the enemy, Coco Chanel’s secret war’ (A letto con il nemico – La guerra segreta di Coco Chanel) – Coco Chanel, pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel, venne reclutata dall’Abwehr, il servizio d’intelligence militare tedesco con scopi difensivi.

Da quel momento divento’ l’agente F-7124, nome in codice Westminster, dal suo amante e amico, il Duca di Westminster. Per l’Abwehr la stilista effettuo’ missioni in Marocco e in Spagna, in particolare nell’agosto del 1941 assieme a un altro agente, il barone Louis de Vaufreland, ex agente della Gestapo, incaricato di reclutare nuove spie, e nel 1944, quando ricevette un’importante somma di denaro da un altro ufficiale della Gestapo. La sua attivita’ di spia le permise di conoscere il barone Hans Gunther von Dincklage, detto ‘Spatz’, ufficiale nazista di alto livello di cui si innamoro’ e con il quale ebbe una lunga relazione. E’ grazie a Spatz che la Chanel pote’ vivere, durante gli anni dell’occupazione tedesca in Francia, al settimo piano dell’Hotel Ritz di Parigi, albergo di lusso frequentato dai gerarchi nazisti come Hermann Goering e Joseph Goebbels. Secondo Vaughan, Coco Chanel era “ferocemente antisemita molto prima che questo fosse un modo di compiacere l’occupante tedesco, si arricchi’ frequentando i ricchissimi e condividendo il loro odio contro gli ebrei, i sindacati, il socialismo, i comunisti e la massoneria. Dopo il 1933 ritenne che Hitler fosse un grande europeo”. Nel libro si accenna anche a un altro episodio infelice nella vita di Chanel, “genio della moda ma anche una persona ingenua e influenzabile” – cosi’ la descrive Vaughan – che riguarda il suo tentativo, fallito, di ottenere, grazie agli agganci con i nazisti, il controllo della societa’ che ha creato il famoso profumo Chanel e di cui la stilista possedeva solo una piccola parte, mentre il resto apparteneva alla famiglia Wertheimer. L’avventura da spia di Chanel si concluse con la fine della guerra, quando venne arrestata, ma subito liberata, grazie all’intervento del suo amico Winston Churchill. Coco Chanel ha tuttavia sempre negato di aver collaborato con il regime nazista.

Mario Caiazzo 

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