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Cimitile e le sette chiese

Complesso archeologico paleocristiano patrimonio nolano

Lontano e nascosto penserebbe qualcuno eppure è conosciuto grazie al premio. Cimitile era una cittadina frequentata dal IV secolo a.C. e sorge su un antico tempio dedicato ad Ercole, come scritto sul cippo abellano ritrovato ad Avella e conservato a Nola. L’imperatore Augusto per distribuire le terre ai suoi veterani fece suddividere l’agro con un tracciato viario di cardini e decumani. Nell’età imperiale nell’area sorse una villa rustica e tra il II e II secolo d.C., una necropoli con tombe in laterizi e sarcofagi ed urne cinerarie in marmo. Dalla funzione cimiteriale deriva quindi l’antico nome Cimiterium, poi Cimitino divenuto poi Cimitile.

Alla fine del III secolo divenne il luogo di sepoltura di un santo molto venerato, Felice, morto il 14 gennaio di un anno imprecisato. Questi era stato un importante esponente cristiano che amministrò la chiesa locale durante l’assenza forzata del vescovo Massimo, rinunciando alla successione. Sulla tomba di s. Felice, fu realizzata una delle prime memorie cristiane con la costruzione di un mausoleo quadrato. La primitiva basilica di San Felice era insufficiente per raccogliere l’immensa folla di fedeli, come ricorda Sant’Agostino, che si recava a pregare sulla tomba del santo, per cui nei primi anni del V secolo il nobile gallo-romano Ponzio Meropio Paolino con sua moglie Terasia decise di fondare una nuova basilica.

Ancora il nobile lastricò a sue spese la strada che conduceva a Nola, costruì alloggi per i poveri e restaurò l’acquedotto proveniente da Avella. Eresse inoltre gli ambienti monastici per ospitare quanti volevano condividere con lui il ritiro alla preghiera presso la tomba, questi poi divenne san Paolino di Nola.

Dopo aver fatto parte del Ducato di Napoli e subito nel Vi secolo una disastrosa alluvione, Cimitile divenne un luogo di culto e di pellegrinaggio fra i più importanti della tarda Antichità e del Medioevo, nonché uno dei casali della Contea di Nola in Terra di Lavoro; dal XVII secolo feudo della famiglia Albertini. Nel XVII secolo divenne famosa per il cimitilese Cesare Riccardi uno dei più temuti banditi del Viceregno di Napoli, venendo alla fine ucciso dalle truppe che gli davano la caccia. Pochi anni dopo il preposito Carlo Guadagni dell’Ordine dei Padri Somaschi, avviò dal 1675 al 1688, un’opera di recupero del sito monumentale, scrivendo anche un’importante opera di storia religiosa, “Nola Sacra”.

Durante la Repubblica Napoletana del 1799 Cimitile aderì agli ideali rivoluzionari, subendo successivamente la dura reazione sanfedista e nel periodo napoleonico furono espropriati molti beni ecclesiastici e aboliti i diritti feudali. Nel 1820 i moti di Nola segnarono l’inizio del Risorgimento italiano e passarono per Cimitile per raggiungere Avellino. Il principe Fabio Albertini di Cimitile svolse un importante ruolo durante il governo costituzionale in qualità di diplomatico, opponendosi alla Santa Alleanza. Nel 1884 per volontà della marchesa di Rende, Angelica Caracciolo, madre dell’arcivescovo di Benevento intraprese i lavori di pulizia, di rilevamento e restauro delle Basiliche paleocristiane.

Negli anni 30 del ‘900 il Soprintendente Chierici iniziò gli scavi che portarono alla luce una parte dell’inestimabile patrimonio monumentale: ovvero sette chiese, dedicati ai santi Felice, Stefano, Tommaso, Calionio, Giovanni, ai Martiri e alla Madonna degli Angeli, su un’area di circa 9000 m², molte di queste coperte dall’alluvione.

Marco Fiore

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