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Arrivano le nuove emoji: le faccette dei sentimenti

Ogni mondo ha le sue regole e nel caso del digitale anche le emozioni umane possono essere riprodotte. Ci sono la gioia, il pianto, la rabbia, lo stupore: la lista animata cresce ogni anno. Sono gli emoji, “faccette” ormai familiari sulle tastiere di smartphone e tablet, i primi 172 creati 18 anni fa dal giapponese Shigetaka Kurita, e divenute oggetto di studio con l’avvento delle moderne chat. Tanto da vantare uno spazio fisso al museo Moma di New York, in mostra assieme ai capolavori moderni. I numeri attestano il loro utilizzo su scala mondiale, sono ogni giorno 6 miliardi gli emoji adoperati dal 90% del popolo di Internet.

Si parla di rivoluzione sociologica nella comunicazione virtuale che ben si presta alla semplificazione della rete. Il linguaggio con il suo rigido costrutto grammaticale trova ora nel simbolo un’immediata esplicazione che sostituisce la gestualità del corpo. Gli emoji sono la cifra di reazioni emotive, ma il loro utilizzo apre al rischio di un impoverimento lessicale. Un simbolo non può sostituire concetti complessi e frasi articolate, è la velocità on line a modificare le abitudini. Scambi rapidi, abbreviazioni grafiche e un ritmo serrato, danno il tratto distintivo alla messaggistica 2.0. Così un consorzio no profit, l’Unicode, prende in esame ogni anno la lista da aggiungere al vocabolario internazionale riconosciuto di emoji. Per il 2019 concorrono 77 figure che attingono alle categorie più disparate. Dalla robotica agli animali, dal cibo allo sport, le proposte aprono anche alla parità di genere, alla disabilità e alle diverse etnie. Troveremo così una sedia a rotella, una protesi e coppie dal colore di pelle diverso che si tengono per mano, per includere le diversità. Con un’attenzione all’evoluzione del cibo, il progresso tecnologico e atre specie di animali.

Le candidature sono tante, le scelte limitate. Quelle nuove che vengono pubblicate e scelte sul sito Unicode.org, sono il frutto di proposte arrivate da cittadini, imprese ed associazioni, e valutate su tre criteri. Una previsione di alto utilizzo è impiegata nella scelta, accanto alla novità rispetto ad emoji già esistenti e all’ampia portata che si può adattare a ciascun simbolo. Sentimenti, professioni, relazioni, progresso, a ciascuno la propria emoji, per raccontare un mondo di scelte e possibilità infinite.

Marita Langella

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