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AMORI DIVIN

Il MAN racconta gli amori classici e le sue metamorfosi

Quando un amore nasce ha radici profonde, quasi un filo nascosto si cela nel cuore di due individui e racconta storie che tramandate possono rivivere attraverso colori che ascoltano come è nato. Esso si pone come un mito ancestrale che da sempre corrode, rompe, spacca, divide e unisce, fortifica, fertilizza la Terra dalle sue origini. Non ha tempo, non ha schemi, è il fondamento della vita, è parte dell’inconscio. La mostra “Amori Divini” a cura di Anna Anguissola e Carmela Capaldi, con Luigi Gallo e Valeria Sampaolo, promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in cui è esposta e ha preso vita, con l’organizzazione di Electa, ha percorso il cuore dei turisti.

L’esposizione propone un percorso nel mito greco e attraverso le sue storie d’amore, tracciando i contorni della seduzione e della trasformazione, ha portato opere pompeiane, anche alcune famose, all’attenzione dei visitatori con occhi diversi. Grazie al vastissimo repertorio pompeiano si è raccontati le vicende amorose, quasi sempre una divinità e un uomo, che si sono compenetrati con la natura, al punto tale da trasformarsi in un animale, pianta, oggetto o fenomeno atmosferico.

In marmo e colori si sono avvicendate le parole del poema delle metamorfosi di Ovidio, compenetrando nella psicologia dell’artista e dei protagonisti, amanti, quali Danae, Leda, Dafne, Narciso, Ermafrodito. Ad arricchire la mostra accanto ai manufatti antichi di soggetto mitologico, come le pitture parietali e di vasi, sculture in marmo e in bronzo, gemme e preziose suppellettili, hanno dato lustro a ciascun mito riproposto con un confronto con opere di periodi più recenti.

Oltre 20 opere tra dipinti e sculture, con particolare attenzione all’arte del XVI e XVII secolo per i momenti fondamentali della percezione oggi del mito nelle sue trasformazioni, attraverso le opere di Baccio Bandinelli, Bartolomeo Ammannati, Nicolas Poussin, Giambattista Tiepolo e molti altri. Nello straordinario salone della Meridiana del Museo Archeologico di Napoli, sono state esposte circa 80 opere provenienti dai siti vesuviani e, più in generale, dalla Magna Grecia, e da alcuni tra i più prestigiosi musei italiani e stranieri (tra gli altri, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Musée du Louvre di Parigi, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e il Kunsthistorisches Museum di Vienna).

Un sogno d’amore che muta e divine realtà… di marmo.

Marco Fiore

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