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Alla scoperta di Strasburgo e Basilea

Integrazione, cultura e servizi. Quello che ha da offrire l’exagone si può riassumere, seppur in modo poco esaustivo, con queste tre parole.

Le minoranze qui sono talmente tante che, mettendosi insieme tutte, potrebbero creare una forte e imponente maggioranza sociale.

Non si perde mai occasione per notare quanto gratificante e illusoria allo stesso tempo sia il rispetto del diverso che si vive qui.

Perché illusorio? Determinate frange del mondo islamico fanno realmente fatica ad integrarsi, a testimoniarlo sono i racconti dei numerosi italiani incontrati durante il mio soggiorno.

È mercoledì 3 luglio il suono delle sirene alle 12 ricorda che ogni primo mercoledì del mese a mezzogiorno in tutta l’Alsazia e Lorena si celebra l’indipendenza dalla Germania tanto cara ai cittadini natali del luogo.

Elio Russo, nato a Strasburgo: “Mai dire ad un alsaziano che è metà francese metà tedesco!”

Martedì 9 luglio, in viaggio per Basilea. Flixbus.

Si trova a circa 2 ore dalla capitale europea, ha dato i natali al più grande sportivo che a mio avviso sia mai esistito: Roger Federer.

Francia e Svizzera, separate da pochi chilometri ma ci potrebbe passare un oceano fra queste ultime.

La prima, emblema dell’accoglienza, dell’assistenzialismo europeo e dell’uguaglianza.

La seconda neutrale in tutto e per tutto, fuori dai parametri europei e dalla parte del popolo nel suo sistema legislativo dove ad approvare per ultimi leggi e riforme sono gli svizzeri stessi.

È davvero insolito rendersi conto di quanto breve sia la distanza che separa due paesi legati solo dalla frontiera Basel – Mulhouse.

Per ciò che concerne le forze dell’ordine, abissale anche qui è la diversità di forma mentis e disciplina.

La polizia svizzera è molto più “invadente”, quella francese ahimè pecca di competenze in determinate circostanze.

14 luglio, Strasburgo centro città. In serata ci sono i fuochi d’artificio per ricordare “La Presa della Bastiglia”.

Città blindata, unica ed enorme pecca i controlli all’ingresso; le guardie controllano a campione senza utilizzo di apparecchi elettronici tali da facilitare il lavoro della security.

Vivendo la vita notturna si nota che i ragazzi della “cité” non sono così diversi dai teenagers italiani, stessi interessi e simili gusti musicali.

C’è da dire, però, che la maggior parte di essi viene maggiormente coinvolto, nolente o volente, nella vita politica dell’Unione Europea. Qui circa 1 ragazzo su 4 ha parenti o genitori che lavorano in relazione con il Parlamento Europeo.

Il viaggio si conclude in maniera pirotecnica con i festeggiamenti del 14 luglio, mentre il pomeriggio stesso finiva l’era RF (Roger Federer) sconfitto in cinque set nella finale più lunga della storia di Wimbledon dal numero 1 Novak Djokovic.

Strasburgo (eurométropole alsaziana), tante storie e tante radici diverse che si incontrano nel cuore del vecchio continente.

Matteo Giacca

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