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Giornata Internazionale della Lingua Madre: perché cade il 21 febbraio? Analisi delle lingue più parlate

Nella Giornata Internazionale della Lingua Madre, che ha cadenza ogni 21 febbraio, si celebra la diversità linguistica, la ricchezza culturale ed il multilinguismo. La data è tutt’altro che casuale, essa è stata scelta in ricordo del medesimo giorno dell’anno 1952, quando diversi studenti bengalesi dell’Università di Dacca furono uccisi brutalmente dalle forze di polizia pakistane (si ricordi che il Bangladesh allora apparteneva alla sovranità territoriale del Pakistan) mentre protestavano per il riconoscimento ufficiale del bengalese. Ad oggi quest’ultimo è la sesta lingua più parlata del mondo e ci fornisce lo spunto per l’analisi della nuova struttura linguistica mondiale.

Secondo gli ultimi dati pubblicati da Ethnologue, nel 2021 la lingua più parlata nell’intero globo è l’inglese con 1.348 miliardi di persone. Insomma, un primo posto che non lascia spazio a rivali, incluso il cinese standard che si attesta secondo. Trattasi, quest’ultima, di una lingua appartenente alla famiglia sino-tibetana che esclude qualsiasi altra variazione. Il cinese è parlato da 1.120 milioni di persone in tutto il mondo. Tra le prime tre si attesta anche l’hindi, il cui paese prosegue in una crescita demografica esponenziale. Da precisare, che tale lingua non comprende l’urdu, il quale si attesta alla decima posizione con 230 milioni di persone.

Questa prima classifica può già essere determinante nell’analisi di uno scenario già analizzato negli anni precedenti. L ’inglese, a dispetto di quanto annunciato dalle tendenze, mantiene la sua egemonia dal 2013 su tutte le lingue. La predominanza della lingua è dovuta soprattutto agli innumerevoli paesi che la utilizzano come seconda a quella madre, o degli studiosi che apprendono la materia e la assimilano come seconda lingua parlata.

Quarto posto per lo spagnolo, con un totale di 543 milioni di persone. Seguono l’arabo standard, il bengalese, il francese, il russo ed il portoghese.


– English – 1.348 billion
– Mandarin Chinese (incl. Standard Chinese, but excl. other varieties) – 1.120 billion
– Hindi (excl. Urdu) – 600 million
– Spanish – 543 million
– Standard Arabic (excl. dialects) – 274 million
– Bengali – 268 million
– French – 267 million
– Russian – 258 million
– Portuguese – 258 million
– Urdu (excl. Hindi) – 230 million
   Fonte: Ethnologue


Se considerassimo solo la prima lingua parlata, in altri termini la lingua madre, la classifica si ribalterebbe. Al primo posto, si attesterebbe il mandarino con 921.2 milioni di persone. Al secondo posto, non vi sarebbe dunque più il cinese standard, bensì lo spagnolo con quasi la metà della popolazione, ben 471.4 milioni di persone. Solo al terzo posto troveremmo l’inglese con 369.9 milioni di persone parlanti la lingua.

Un ordine assolutamente differente dal primo analizzato. Questo in considerazione della politica di efficacia ineguale dei paesi interessati alla diffusione della lingua inglese. La lingua, difatti, bisogna sottolinearlo, è un importante strumento di comunicazione non solo negli aspetti socioculturali, ma soprattutto in quelli socioeconomici.

Il cinese mandarino, dall’altro lato, è parlato come seconda lingua soltanto da all’incirca 1/5 della popolazione rispetto ai dati analizzati per la lingua inglese. Proseguendo nella classifica delle lingue più parlate, quali seconde, troviamo l’hindi con 258.3 milioni di persone ed il francese con 187,4 milioni.

Giorgia Cremona

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