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E’uscito Barbie, il film con Margot Robbie sulla bambola più amata di sempre

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Il countdown è finalmente terminato e il film più atteso di questa stagione estiva è ora disponibile per la visione in sala: Barbie. La regista Greta Gerwig decide di raccontarci quella che apparentemente potrebbe sembrare una storia per ragazzi, un film rivolto esclusivamente ad un pubblico giovane. Niente di più sbagliato. Barbie infatti oltre ad essere un prodotto visivamente eccezionale, è anche un esempio di cinema che cela dietro una facciata rosea e frivola, uno sfondo piuttosto critico nei confronti della nostra società.

La trama in breve, è ambientata a BarbieLand, dove la protagonista Barbie, interpretata da un’ipnotica Margot Robbie (che sembra essere nata per questo ruolo), vive da sempre e dalla quale un giorno viene cacciata con l’accusa di non possedere delle caratteristiche fisiche adeguate, di non rispecchiare la perfezione. Tacciata di inadeguatezza, Barbie decide quindi di trasferirsi nel mondo reale all’interno del quale però incontrerà non pochi imprevisti, che daranno vita a gag e sequenze davvero esilaranti.

Inusuale, oltre che rischioso, è stato senz’altro sviluppare e sceneggiare un film improntato su un contesto così particolare. Ma, come si tende a ribadire spesso, al cinema come in tanti altri ambiti artistici conta la chiave di lettura, la quale per generare soggetti riusciti deve racchiudere una visione capace di aggiungere qualcosa di nuovo e diverso.

Per questo, il punto di vista della Gerwig, ci porta all’interno di un universo colorato, sfavillante ed eccezionalmente solare, che tuttavia lascia ampio margine ad una satira pungente contro una società ossessionata dalla ricerca del bello, dell’ideale e contro un atteggiamento goffamente compiaciuto dell’uomo virile. Peccato che questa volontà di innescare una sferzata di cinismo verso la società attuale poi si perda in un mare di pretesti, anche abbastanza inutili, per attaccare gli uomini, qui scotennati e ridotti ad esseri ottusi e incapaci di pensare.

C’è l’insofferenza per una disparità sessuale che evidentemente ha consumato nel profondo tutte le donne, e questo è qualcosa che vale sempre la pena di affrontare come tema. Ma tutto sta nel trattarlo in modo adeguato, senza cadere in un magma di odio e chiusura totale verso l’universo maschile. Detto ciò, Barbie è un film che riesce a divertire il pubblico, suscitando simpatia e leggerezza, nonostante presenti una riflessione piuttosto immatura su un concetto che andrebbe approfondito con più impegno.

Giada Farrace

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