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Zootecnia, l’Ue è con l’Italia

Scambi di animali vivi sensibili alla blue tongue, provenienti da zone ristrette, possono avvenire solo se mantenuti in impianti riconosciuti a prova di insetto (il 'culicoides' vettore della malattia) e scortati dalla specifica attestazione sanitaria redatta in conformita' con quanto previsto dal Reg. (CE) n.1266/2007. Lo ha stabilito l'Unione Europea abbracciando la tesi dell'Italia secondo la quale l'unica protezione per gli animali dagli attacchi degli insetti vettori e' il ricorso a strutture riconosciute a prova di culicoides (insetto vettore), in contrasto con altre interpretazioni che prevedevano il solo utilizzo di sostanze insetticide, pratica non avvalorata scientificamente.

Scambi di animali vivi sensibili alla blue tongue, provenienti da zone ristrette, possono avvenire solo se mantenuti in impianti riconosciuti a prova di insetto (il ‘culicoides’ vettore della malattia) e scortati dalla specifica attestazione sanitaria redatta in conformita’ con quanto previsto dal Reg. (CE) n.1266/2007. Lo ha stabilito l’Unione Europea abbracciando la tesi dell’Italia secondo la quale l’unica protezione per gli animali dagli attacchi degli insetti vettori e’ il ricorso a strutture riconosciute a prova di culicoides (insetto vettore), in contrasto con altre interpretazioni che prevedevano il solo utilizzo di sostanze insetticide, pratica non avvalorata scientificamente.

In seguito all’entrata in vigore del nuovo Regolamento (CE) n. 1266/2007 relativo alle misure di applicazione della Direttiva 2000/75/CE sulla lotta, controllo, vigilanza e movimentazione degli animali sensibili alla febbre catarrale degli ovini – Blue tongue – e considerata la situazione critica venutasi a determinare in questi giorni nella spedizione di bovini francesi provenienti da zone sottoposte a restrizione verso l’Italia, per la differente interpretazione data dalle due autorita’ relativamente alla protezione degli animali dagli attacchi degli insetti vettori nel periodo antecedente la spedizione, si sono tenute due riunioni tra le autorita’ francesi e italiane, una a Roma e l’altra a Parigi. Resta inteso che comunque la spedizione dei bovini francesi dalle zone libere dalla blue tongue e’ stata sempre possibile. Nel corso della riunione di Roma, di comune accordo, e’ stato deciso di richiedere alla Commissione Europea l’interpretazione autentica del Regolamento succitato, in particolare di conoscere se la posizione italiana,fosse quella autentica in contrasto con altre interpretazioni che prevedevano il solo utilizzo di sostanze insetticide, pratica non avvalorata scientificamente. La Commissione Europea ha confermato che quella italiana e’ l’unica interpretazione da ritenersi valida. Pertanto gli scambi di animali vivi sensibili alla blue tongue, provenienti da zone ristrette, possono avvenire solo se mantenuti in impianti riconosciuti a prova di insetto e scortati dalla specifica attestazione sanitaria redatta in conformita’ con quanto previsto dal Reg. (CE) n.1266/2007. Nella stessa riunione di Roma cosi’, come in quella di Parigi, le autorita’ italiane hanno ribadito il concetto che l’unico strumento per proteggere in modo sicuro ed efficace il patrimonio zootecnico nazionale, fosse quello di introdurre animali dalla Francia sottoposti a preventiva vaccinazione, tenuto conto che il sierotipo responsabile della epizoozia del Nord Europa, ivi compresa la Francia, e’ un virus esotico e non presente in Italia. 

Federica Daniele

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