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Usa, riaprono aeroporti

New York (Ansa)

Gli aeroporti statunitensi sulla costa orientale, stretta nella morsa del maltempo che ha portato una tormenta di neve tra le piu’ significative degli ultimi 20 anni, stanno lentamente tornando alla normalita’, mentre resta critica la situazione a Mosca. Negli Stati Uniti hanno riaperto i tre aeroporti di New York, quelli di Boston e Philadelphia.   A New York, l’aeroporto La Guardia ha aperto una pista, nello scalo e’ previsto l’atterraggio di circa 10 aerei nelle prossime ore. Due le partenze previste. Al Jfk e a Newark il traffico e’ stato riaperto sia in arrivo che in partenza, ha annunciato alla Cnn la portavoce Sara Joren.

La decisione ha sbloccato la situazione negli scali mondiali: stamani, all’aeroporto di Fiumicino, tutti i voli in partenza per le zone del nord est degli Usa colpite dal maltempo erano operativi. ”La tormenta e’ stata una delle piu’ impegnative degli ultimi 20 anni”, ha detto alla Cnn il manager del La Guardia, Thomas Bosco.

Nel complesso, ieri negli Usa sono stati cancellati 4.155 voli, portando a circa 7.000 le cancellazioni dovute al maltempo nel corso delle festivita’ natalizie. I funzionari, scrive la Bbc, hanno avvertito che ci vorranno comunque giorni per smaltire le liste di decine di migliaia di passeggeri costretti a rimanere a terra. Le prime stime indicano che le cancellazioni di questi giorni costeranno circa 100 milioni di dollari alle compagnie aeree.

I meteorologi prevedono miglioramenti nelle prossime ore, con la tormenta di neve che si sposta verso il Canada. Resta invece paralizzato, per il terzo giorno consecutivo, il traffico aereo a Mosca: i due aeroporti della capitale russa sono praticamente fermi. Nella notte dal Domodedovo, sono decollati circa 150 aerei sui 700 previsti. La procura ha disposto una inchiesta sui disservizi.

MEDVEDEV, INDAGINE SU BLOCCO AEROPORTI MOSCA – Mentre le autorita’ aeroportuali russe prevedono che ci vorranno almeno 2-3 giorni per il ritorno della normalita’ negli scali moscoviti bloccati da una serie di disservizi legati al maltempo, il presiedente Dmitri Medvedev ha chiesto l’apertura di in inchiesta per verificare se siano ”state prese tutte le misure necessarie”. Lo riferiscono le agenzie russe spiegando che Medvedev ha inviato ispettori nei due scali moscoviti – lo Sheremetyevo e il Domodedovo – dopo che una tempesta di ghiaccio ha praticamente bloccato l’operativita’ dei due principali aeroporti. Con forti disagi per i passeggeri: migliaia di persone hanno trascorso la notte in attesa per le interruzioni di corrente ed il ghiaccio sulle piste che ha interdetto l’attivita’. E non sono mancate molte rimostranze di chi lamentava carenze di assistenza e di informazioni. Rimostranze che – riporta la Ria Novosti – sono sfociate anche in una rissa scoppiata quando alcuni passeggeri infuriati hanno picchiato alcuni membri dello staff. Sulla vicenda e’ intervenuto stamattina, nel corso di un incontro con i giornalisti, anche il ministro dei trasporti russo, Igor Levitin, sottolineando che le autorita’ dello scalo di Domodedovo avrebbero dovuto chiudere l’aeroporto appena si e’ verificato il primo blackout, evitando cosi’ che i passeggeri raggiungessero l’aeroporto. Le autorita’ aeroportuali del Domodedovo hanno riferito stamattina che nelle ultime 24 ore solo 168 dei 350 voli programmati sono stati operati regolarmente mentre le autorita’ russe del traffico aereo hanno precisato che per il ritorno alla normalita’ saranno necessari 2-3 giorni.

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