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Usa: Obama è presidente

Il giorno è arrivato. L'incontro con la storia è nell'abbraccio con una folla immensa, riunita a Washington, nonostante il gelo, per salutare il primo presidente nero degli Stati Uniti, il 44esimo della storia americana. Barack Obama, simbolo vivente di una svolta epocale, ha iniziato la sua lunga giornata nella chiesa di St. John’s e terminerà a notte fonda con l'ingresso ufficiale alla Casa Bianca dopo aver partecipato a una decina di balli organizzati per l'evento che l'America e il mondo non potranno dimenticare.

Il giorno è arrivato. L’incontro con la storia è nell’abbraccio con una folla immensa, riunita a Washington, nonostante il gelo, per salutare il primo presidente nero degli Stati Uniti, il 44esimo della storia americana. Barack Obama, simbolo vivente di una svolta epocale, ha iniziato la sua lunga giornata nella chiesa di St. John’s e terminerà a notte fonda con l’ingresso ufficiale alla Casa Bianca dopo aver partecipato a una decina di balli organizzati per l’evento che l’America e il mondo non potranno dimenticare.

 NELLA CHIESA DEI PRESIDENTI – La giornata di Barack e Michelle è iniziata con la funzione religiosa alla chiesa di St. John’s in Lafayette Square, accanto alla Casa Bianca. Il presidente indossava un lungo cappotto nero, camicia bianca e cravatta rossa. La moglie Michelle ha optato per un completo color giallo oro, impreziosito da un elegantissimo tessuto damascato di Isabel Toledo, stilista americana nata a Cuba. Obama continua così la tradizione iniziata da molti presidenti prima di lui, recandosi appunto alla chiesa di St. Johns, ribattezzata «la chiesa dei presidenti».

ACCOLTO DAI BUSH – Dopo la funzione, gli Obama si sono diretti alla Casa Bianca, dove George W. Bush e la first lady Laura hanno loro offerto la colazione. Michelle Obama aveva un pacchetto in mano per Laura Bush, che l’ha accolta in tailleur grigio perla. Come hanno fatto i suoi predecessori, Bush ha lasciato una nota nell’ufficio Ovale per il suo successore nel cassetto superiore della scrivania. Bush è entrato per l’ultima volta nell’ufficio Ovale prima delle 7 (le 13 in Italia) e ha parlato brevemente al telefono con il segretario di Stato Condoleezza Rice, il consigliere per la sicurezza nazionale Stephen Hadley e l’ex capo dello staff della Casa Bianca Andy Card.

DALLA CASA BIANCA – Dopo un caffè nel Salotto Azzurro della Casa Bianca, Bush e Obama si sono diretti al Congresso salendo sulla stessa auto. Bush e Obama hanno salutato dal portico della Casa Bianca la folla che gridava oltre la cancellata della residenza presidenziale. I due sono giunti al Campidoglio poco dopo le 11 (le 17 in Italia). Il Mall era stracolmo di gente già dalle prime ore della mattina, le vie d’accesso sono state chiuse molto prima del previsto. Molti hanno dovuto tornare indietro perché ormai congelati dopo essere arrivati prestissimo per assicurarsi un posto.

OSPITI – Secondo il cerimoniale, sono solo gli ambasciatori accreditati a Washington a essere stati invitati al giuramento. Obama ha voluto riunire un centinaio circa dei suoi amici più cari: ex compagni di scuola delle superiori, ex professori del college, compagni di squadra a basket o colleghi politici. In prima fila gli ex presidenti degli Stati Uniti ancora viventi: Carter, Bush padre e Bill Clinton (con accanto Hillary, futuro segretario di Stato), oltre a Bush figlio. Presenti anche gli ex vice presidenti: Al Gore, Dan Quayle e Walter Mondale. Il vice presidente uscente, Dick Cheney, era in sedia a rotelle: si è strappato un muscolo della schiena mentre spostava alcuni scatoloni nella sua nuova casa dove sta per trasferirsi.

LA BIBBIA – Michelle Obama è arrivata sulla scalinata del Campidoglio, insieme a Jill Biden, moglie del vice presidente, con in mano la Bibbia sui cui giurò nel 1861 Abraham Lincoln e sulla quale giurerà il marito. Dal 1965 spetta alle first lady di tenere la Bibbia su cui giura il marito.

GIURAMENTO – Sul palco del Campidoglio sono salite Malia e Sasha, le figlie di Barack e Michelle, vestite rispettivamente di viola e di rosso. Sorridenti e un po’ infreddolite, le bambine sono state accolte da un forte applauso. Poi è arrivato il protagonista, accolto da un boato della folla: Barack Obama, senza cappotto nonostante il freddo.

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