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Usa, contatto con ribelli. Ipotesi esilio per il Raìs

Un dimostrante sventola la bandiera libica (ansa)

La Casa bianca lavora all’esilio del Colonnello che ha incaricato l’ex capo degli 007 a negoziare con i ribelli. Il Pentagono riposiziona le forze nell’area. Clinton assicura: non ci sarà un intervento militare che coinvolga navi statunitensi. Rice: prematuro parlare di un intervento militare. 

Pensiamo seriamente ad una no-fly zone con la Nato ed altre organizzazioni internazionali. In serata Ban Ki Moon ha visto Obama. La Corte penale dell’Aja avvia una indagine. Italia: disposti all’uso della forza; Frattini, per chiudere potrebbe essere utile ‘no flight zone’. Si lavora a corridoi umanitari. A Bengasi si prepara la forza militare per attaccare Tripoli. Sospeso import petrolio e gas.

INTERVISTA GHEDDAFI, FORSE USA VOGLIONO OCCUPARCI. OBAMA BRAVO MA DISINFORMATO – ”Forse gli Usa vogliono occuparci”: lo ha detto Muammar Gheddafi in una intervista ad alcuni giornalisti stranieri. Il presidente Usa Barack Obama è “una brava persona” ma è stato probabilmente “disinformato”, ha aggiunto, sostenendo che “le dichiarazioni che gli sono state attribuite forse sono state fatte da qualcun altro… L’America non è la polizia internazionale del mondo”.

Il leader libico ha detto poi che tutto il popolo lo ama e che morirebbero per proteggerlo. Inoltre, ha affermato di ”non aver visto manifestazioni contro di lui per le strade di Tripoli”. Il Rais ha poi dichiarato di sentirsi tradito da alcuni paesi occidentali con i quali aveva costruito relazioni negli ultimi anni e li ha accusati di aver tentato di colonizzare la Libia

CASA BIANCA, ESILIO GHEDDAFI E’ UNA POSSIBILITA’
– La Casa Bianca ha affermato che l’esilio del leader libico Muammar Gheddafi è “una possibilità”. Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha detto oggi che “tutte le opzioni restano sul tavolo” per quanto riguarda la Libia. Il portavoce ha detto che un esilio di Gheddafi “resta una possibilità” per venire incontro alle richieste internazionali che lasci il potere. Carney non ha voluto dare dettagli sulla possibilità che gli Stati Uniti possano agevolare in qualche modo la strada dell’esilio per Gheddafi. Il portavoce della Casa Bianca ha detto che gli Stati Uniti e i suoi alleati sono impegnati in colloqui sulla creazione di una zona ‘no-fly’ sulla Libia.

UE ADOTTA SANZIONI CONTRO GHEDDAFI – L’Ue ha adottato oggi un pacchetto di sanzioni contro il regime di Gheddafi. Lo si è appreso da fonti comunitarie secondo le quali i provvedimenti Ue andrebbero anche oltre quelli già varati dall’Onu. Il testo della risoluzione approvato dal Consiglio Ue prevede in particolare tre misure: l’embargo del settore delle armi e delle attrezzature antisommossa; il divieto di rilasciare i visti a 26 notabili del regime libico; il congelamento dei beni del colonnello Gheddafi, di cinque suoi famigliari e di 20 alti funzionari. Nella risoluzione gli Stati europei ribadiscono con forza la richiesta di “una fine immediata dell’uso della forza” e l’impegno a rispondere alle legittime richieste e aspirazioni della popolazione libica attraverso il dialogo.

FARNESINA, IMPORT PETROLIO SOSPESO PER FORZA MAGGIORE – Le esportazioni di petrolio e gas dalla Libia all’Italia sono state interrotte qualche giorno fa per cause di forza maggiore ed è difficile prevedere con che tempi e modalità potranno riprendere. E’ quanto spiegano fonti della Farnesina interpellate sulla situazione della fornitura di idrocarburi dal paese nordafricano sottolineando comunque che l’Italia è “attrezzata per far fronte a questa emergenza e non vi sono conseguenze per la sicurezza degli approvvigionamenti”.

BERLUSCONI, CAUTELA SU ESILIO GHEDDAFI – “In questo momento occorre molta cautela perché la situazione in Libia è in continua evoluzione”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un’ intervista al Messaggero, a proposito dell’ ipotesi dell’esilio di Gheddafi, aggiungendo che l’Italia sarà “perfettamente in linea con quanto deciderà la comunità internazionale”. Il premier confida la sua “forte preoccupazione” per la crisi libica e chiarisce di essere “in contatto con tutte le diplomazie europee, altro che isolati e non autorevoli. L’Italia in questa crisi sta facendo e farà la parte che le compete”. E proprio oggi, come annuncia lui stesso, ci sarà un colloquio con il cancelliere tedesco, Angela Merkel. I contatti sono stretti anche “con il presidente Obama e con il presidente del consiglio europeo Herman Van Rompuy” e l’Italia, ribadisce il premier, procederà “in stretto contatto con Bruxelles e Washington. Prima di decidere aspettiamo cosa accade a Tripoli”. Per l’Europa, comunque, “sarebbe stato impossibile intervenire prima”, anche perché “la situazione in Libia continua ad essere molto confusa”. “Ho parlato con Ban Ki-moon – aggiunge Berlusconi – e ho dato il pieno appoggio dell’Italia a qualunque iniziativa. Noi – spiega – abbiamo molti interessi nell’area” e “siamo amici del popolo libico”. Qualunque sarà il nuovo governo, assicura il Cavaliere, resterà “un rapporto stretto con l’Italia, con il suo popolo e le sue imprese”.

 

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