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Tunisi, Ben Ali si piega

Militari schierati a protezione di una banca a Biserta(Ansa)

Nonostante il discorso di ieri del presidente Ben Ali, sarebbe confermato lo sciopero indetto per stamani alle 11 a Tunisi dalla centrale sindacale dell’Ugtt. 

 La citta’ intanto, dopo la festa di ieri in Avenue Bourghiba, sembra aver ritrovato la sua normalita’. Ma si ha notizia di manifestazioni ancora contrarie al governo nell’interno del Paese, come avvenuto ieri sera a Kasserine, una delle citta’ piu’ povere e dove gli scontri dei giorni scorsi hanno provocato molte vittime. Ci sono anche voci, non confermate, di altre vittime in scontri che sarebbero avvenuti nella notte in alcuni quartieri periferici della capitale. A Tunisi praticamente tutti i negozi sono chiusi con le serrande abbassate, persino i cafe’ nell’Avenue Bourghiba, anche se c’e’ molta gente per le strade sia in macchina che a piedi. Si rincorrono le voci su scontri e morti nei quartieri periferici della citta’ mentre sembra anche siano apparse le immagini di alcune vittime su Facebook, tornato accessibile da ieri, dopo anni di censura. Gli scontri di stanotte avrebbero in particolare riguardato i quartieri di Ettadamah Kram e Aamman Lif. Sempre secondo fonti non confermate anche stanotte sarebbero stati assaltati banche, fabbriche e un magazzino Monoprix

MINISTRO, FATTIBILE GOVERNO UNITA’ NAZIONALE – Un governo di unità nazionale in Tunisia è “del tutto fattibile” ed “anche normale”. Lo ha detto questa mattina il ministro degli esteri tunisino Kamel Morjane alla radio francese Europe 1. Intervistato per telefono sulla possibilita’ di un governo di unita’ nazionale in Tunisia, il ministro ha risposto: ”Con il comportamento di persone come Nejib Chebbi credo che sia fattibile, ed anche del tutto normale”. Il ministro si riferiva a Mohammed Nejib Chebbi, capo storico del Partito democratico progressista (Pdp), una formazione di opposizione legale, ma non rappresentata in parlamento. ”Il presidente e’ un uomo di parola” ha detto Morjane all’indomani del discorso in cui il presidente Ben Ali si e’ impegnato a non ripresentarsi al termine del suo mandato nel 2014. Il presidente ha anche ordinato all’esercito di non sparare piu’ sui manifestanti, dopo gli scontri che in tutto il paese in un mese hanno provocato la morte di 66 persone.

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