Covid-19, al via la campagna vaccinale nelle farmacie
29 Marzo 2021
Istruzione e turismo, la Federico II presenta il corso di laurea in Hospitality Management
6 Aprile 2021
Mostra tutto

Scontri in Grecia, è crisi sociale

La Grecia negli ultimi mesi sta diventando sempre di più palcoscenico di guerriglia urbana, con un’enorme frattura fra istituzioni e gruppi sociali.
La contingenza del momento spinge gli abitanti dei grandi centri a restare a casa, mentre va in scena quella che sembra essere a tutti gli effetti una battaglia civile fra forze dell’ordine e movimenti antifascisti. Il tutto nasce, stando ai dati di Amnesty International, dalla violenza degli uomini in divisa come nuovo problema per la Grecia.
Nell’ultimo periodo il difensore civico ha registrato un aumento del 75% di violenze di questo tipo.
Ne consegue che, tra i diversi slogan, le piazze greche si dimostrano tutte unite contro gli abusi di potere, culminati nella data che ha spostato gli equilibri del conflitto: 9 marzo 2021.
È tardi, la città è confinata, nel frattempo è in atto l’aggressione ad un ragazzo da parte della polizia durante un controllo anti-assembramento. L’ordine degli eventi è ben scandito, il giovane viene pestato da un gruppo di agenti, loro dichiarano di essere stati attaccati da un gruppo anarchico ma nel 2021 ci sono i social che smentiscono tutto. Il video parla chiaro, è abuso di potere e l’hashtag che segue il video diviene presto virale nelle bacheche degli utenti di mezzo paese, #Ponao, che in greco significa “fa male”.
Anche per questo motivo, città come Atene sono diventate teatro di conflitti, pestaggi, lancio di fumogeni e molotov. Nel mentre il governo conservatore richiama l’ordine, il cosiddetto slogan “Law & Order”, che tanto ricorda il periodo di presidenza trumpiana. Attualmente la Grecia è spaccata in due, da una parte le sue figure istituzionali, calme, convinte di gestire al meglio la situazione covid e il conflitto sociale, con il premier Mitsotakis che, subito dopo essersi insediato, ha abolito la legge sull’asilo universitario che impediva agli agenti di irrompere nei campus e ha provveduto all’assunzione di mille agenti.
Dall’altra parte c’è una sinistra, divisa ma in crescita di consensi soprattutto grazie ai ceti che usciranno distrutti dalla pandemia, che tenta di far leva sui nervosismi e le fragilità del popolo greco per ricreare una coscienza civile che l’aveva portata al potere di recente.
L’unico dato certo che si ha sulla gestione reale della Grecia è inerente allo stato delle terapie intensive al collasso, alla sanità locale in ginocchio. Il paese sta affrontando un momento di polarizzazione politica senza precedenti.

Matteo Giacca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *