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Piazza pressa Mubarak. Oggi ‘Venerdì della partenza del rais’

Violenti scontri in piazza (Ansa)

Nel ‘Venerdì della partenza di Mubarak’, come lo ha definito il leader dell’opposizione El Baradei, in piazza Tahrir al Cairo ci sarebbero due milioni di persone a chiedere la partenza del rais e già si sono verificati i primi scontri tra pro e contro regime.

 Un milione ad Alessandria. Non ci sono grandi reazioni politiche al discorso di Mubarak, intervistato ieri dalla televisione Usa Abc, alla quale ha detto di volere andarsene ma di non poterlo fare per evitare il caos al paese.

In un comunicato i Fratelli musulmani hanno detto di non puntare alla presidenza del paese e di volere una regime democratico e civile. Il governo si è impegnato a garantire che le manifestazioni possano avvenire in maniera pacifica. Continuano le limitazioni ai movimenti dei giornalisti ai quali viene impedito di accedere alla piazza ma, a quanto pare, senza le aggressioni fisiche dei giorni scorsi. Due inviati italiani sono stati fermati, i loro documenti sono stati controllati e dopo momenti di paura sono stati rilasciati.

La tv al Jazira ha detto che il segretario generale della Lega Araba è – per la prima volta dall’inizio delle manifestazioni anti Mubarak – in piazza Tahrir al Cairo.

SAGGI, SULEIMAN ASSUMA FUNZIONI PRESIDENTE – IL comitato dei saggi ha presentato al vicepresidente Omar Suleiman una proposta che è stata considerata favorevolmente. Lo ha detto ad al Arabiya, uno dei membri del comitato dei saggi Ahed Abdel Meghid. In base a questa proposta Suleiman assume le prerogative del capo dello stato in base all’art 139 della costituzione. Hosni Mubarak secondo la proposta dei saggi resta presidente solo formalmente.

SULEIMAN, MUBARAK NON FARA’ COME BEN ALI – ”L’Egitto non sara’ in alcun modo come la Tunisia” e il presidente Mubarak ”non lascera’ il Paese”, come invece ha dovuto fare il presidente tunisino Ben Ali: cosi’ il vicepresidente egiziano, Omar Suleiman, ha risposto alla giornalista della Abc Christian Amanpour, in un’intervista esclusiva concessa all’emittente americana. uleiman, che ha avuto un colloquio sia con il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, sia con il vicepresidente Joe Biden, ha confermato che Barack Obama ha chiesto a Mubarak di lasciare. ”Ho spiegato al segretario Clinton che si tratta di un processo, al termine del quale il presidente Mubarak lascera”’, ha detto Suleiman. Ma Mubarak ”non lascera’ mai il Paese”. ”L’Egitto non sara’ in alcun modo come la Tunisia. Qui e’ diverso. Conoscete il nostro presidente, e’ un combattente. Ha vissuto in questo Paese e morira’ nella sua terra”.

LEADER UE: STOP VIOLENZE,TRANSIZIONE SIA RAPIDA – Un forte appello ad evitare nuove violenze e a dare inizio ad ”una transizione rapida e ordinata” in Egitto e’ lanciato dai leader della Ue, nella bozza di conclusioni del vertice, che l’ANSA e’ in grado di citare. I leader, che seguono con preoccupazione la situazione. dichiarano ”inaccettabile” ogni repressione della liberta’ di stampa, incluse le aggressioni e le intimidazioni ai giornalisti”.

KHAMENEI: E’ SOLLEVAZIONE CONTRO GLI USA – “La più importante motivazione” della sollevazione popolare inEgitto E in altri Paesi arabi è eliminare “la dipendenza dagliStati Uniti”.Lo ha detto la Guida suprema iraniana, ayatollahAli Khamenei, parlando alla preghiera del venerdì a Teheran peril quale le proteste sono “un riflesso” della rivoluzioneislamica del 1979 in Iran.

PRESSING USA SU MUBARAK – Cresce il pressing americano su Mubarak affinché il presidente egiziano lasci subito l’incarico. In nottata l’amministrazione Obama ha fatto filtrare la notizia che sta discutendo con “autorità egiziane” non meglio precisate una serie di opzioni che prevedono l’immediata uscita di scena di Hosni Mubarak e la formazione di un Governo di transizione. La Casa Bianca ha da giorni scelto una linea prudente, ma di ora in ora – sull’onda di quanto avviene nelle piazze – spinge sempre più sull’acceleratore, negoziando direttamente con il vice-presidente Omar Suleiman e lavorando ai fianchi i più stretti collaboratori del rais egiziano perché convincano Mubarak che è proprio arrivata l’ora di uscire di scena.

MUBARAK, MI DIMETTEREI MA TEMO IL CAOS – “Mi dimetterei se potessi, ma temo il caos, dopo 62 anni al servizio del pubblico ne ho abbastanza. Voglio andarmene”: così il presidente Hosni Mubarak aveva detto alla rete americana Abc, ribadendo di “non aver mai avuto intenzione di scappare, né che (mio figlio) Gamal diventasse presidente dopo di me”. Intervistato da Christiane Amanpour, alla presenza anche di Gamal, Mubarak ha sostenuto di “non pensare agli insulti” che la piazza gli rivolge, perché – ha detto – “mi importa del mio Paese, mi interessa dell’Egitto”.

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