Arrestato l’ad di Total Italia per tangenti sul petrolio in Basilicata
16 Dicembre 2008
Disabili a scuola senza ascensore
16 Dicembre 2008
Mostra tutto

Parigi, cinque bombe in un grande magazzino

Terrore nel centro di Parigi: dopo una segnalazione arrivata intorno alle 10.30 all'agenzia France Presse sono stati trovati dentro il grande magazzino Printemps cinque candelotti di dinamite, senza innesco. Erano tra il primo e il secondo piano del negozio - molto affollato in questo periodo per gli acquisti natalizi - che si trova in Boulevard Haussmann 64, vicino a place de l'Opéra e accanto alla galleria Lafayette.

Terrore nel centro di Parigi: dopo una segnalazione arrivata intorno alle 10.30 all’agenzia France Presse sono stati trovati dentro il grande magazzino Printemps cinque candelotti di dinamite, senza innesco. Erano tra il primo e il secondo piano del negozio – molto affollato in questo periodo per gli acquisti natalizi – che si trova in Boulevard Haussmann 64, vicino a place de l’Opéra e accanto alla galleria Lafayette. Il grande magazzino e la zona circostante sono stati evacuati e transennati dalla polizia e le strade adiacenti chiuse al traffico. «Non era un dispositivo destinato ad esplodere» ha detto il ministro dell’interno Michele Alliot-Marie. Ma, secondo un portavoce della polizia, «se le bombe fossero esplose i danni sarebbero stati gravissimi».

LA RIVENDICAZIONE – Il finto attacco è stato rivendicato da una sigla finora sconosciuta, il Fronte rivoluzionario afghano, con una lettera all’agenzia France Presse in cui si annuncia la presenza di «diverse bombe nel grande magazzino Printemps-homme Haussmann» e si chiede il ritiro delle truppe francesi dall’Afghanistan – circa 2.800 soldati – «entro la fine di febbraio 2009». In caso contrario – si legge nella lettera – il gruppo «passerà nuovamente all’azione nei vostri grandi magazzini di capitalista e stavolta senza avvertirvi». Proprietà fino al 2005 del gruppo Pinault-Printemps-Redoute, i magazzini Printemps sono stati venduti alla Deutsche Bank e al gruppo di Maurizio Borletti, già proprietario de La Rinascente.

«POSSIBILI FALSE PISTE» – Secondo il ministro Alliot-Marie il testo della rivendicazione deve essere valutato con molta attenzione. «Il periodo di fine anno è particolarmente simbolico. Bisogna diffidare delle indicazioni che c’erano nella lettera perché potrebbero orientare gli investigatori verso false piste» ha detto, sottolineando che nessun servizio di polizia francese «conosce il Fronte rivoluzionario afghano».

SARKOZY: «PRUDENZA» – «Dobbiamo essere molto prudenti. La polizia sta analizzando la natura del materiale ritrovato e delle rivendicazioni – ha detto il presidente Nicolas Sarkozy -. Contro il terrorismo bisogna comunque essere sempre vigili e agire con fermezza: non ci sono alternative». Il ministero degli Esteri ha detto di non conoscere il gruppo chiamato Fronte rivoluzionario afghano. «Occorrerà aspettare un po’ di tempo per capire chi sono questi attentatori – ha detto il portavoce del Quai d’Orsay, Eric Chevallier -. Non abbiamo alcun elemento per confermare la veridicità di questa rivendicazione». Circa un mese fa era stato diffuso un video, registrato probabilmente in agosto, in cui un capo militare talebano minacciava di condurre azioni terroristiche contro Parigi se la Francia non si fosse ritirata dall’Afghanistan.

Comments are closed.