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Manifestanti in piazza, oggi marcia di un milione

Manifestanti in piazza (Ansa)

Numerosi dimostranti anti-governativi si stanno radunando in piazza Tahrir al Cairo, nel giorno della “marcia di un milione” annunciata ieri. 

Lo riferiscono i media arabi. Obiettivo dei manifestanti il palazzo presidenziale, meta finale del corteo. In piazza Tahrir si nota ancora la presenza dei mezzi militari pesanti, che osservano il lento afflusso di persone, che già si contano a migliaia.

I collegamenti internet restano bloccati in tutto il Paese, l’ultimo fornitore d’accesso ancora in funzione, il gruppo Noor, é stato bloccato ieri. Il colosso americano Google ha annunciato di aver messo a punto con Twitter un sistema che consente di inviare twit senza necessità di collegarsi al web. Stop anche ai treni, nel tentativo del governo di limitare l’afflusso di manifestanti al Cairo.

Intanto, il principale leader dell’opposizione, Mohamed El Baradei ha fatto appello ad una revisione della politica di Wasghinton: “E’ necessario che inizi a costruire la fiducia con la gente, non con chi opprime la gente”, ha detto il premio Nobel ed ex direttore generale Aiea rivolgendosi al presidente Usa Barack Obama in una intervista alla Cnn.

Il vice presidente egiziano Omar Soleiman ha annunciato ieri sera di essere stato incaricato dal presidente Hosni Mubarak di avviare il dialogo con tutte le forze di opposizione sulla riforma costituzionale e legislativa. L’Egitto si prepara oggi allo sciopero generale e alla “marcia del milione”. Obiettivo far scendere in strada un milione di persone al Cairo, ad Alessandria e nella altre città egiziane. L’esercito in un comunicato ha definito “legittime” le richieste dei manifestanti e ha promesso che non userà la violenza per reprimere le manifestazioni.

Nel frattempo continua l’esodo dei cittadini stranieri dall’Egitto. Un’altra giornata di caos e tensione in Egitto. Infine e’ atteso per oggi il rientro al Cairo, alle 15, di Ahmed Zewail, uno dei candidati piu’ forti alla presidenza nel dopo-Mubarak.

PREMIER TURCO, MUBARAK ASCOLTI DOMANDE POPOLO – Il premier turco Tayyp Erdogan ha detto oggi che il presidente egiziano Hosni Mubarak “dovrebbe ascoltare le domande” che provengono dal popolo.  “Ascolti le domande del popolo e le richieste estremamente civili”, ha detto il premier turco in un discorso televisivo rivolto ai membri del suo partito. “Vada incontro alle richieste di libertà del popolo senza dubbi”, ha aggiunto. Secondo il leader turco, indicato spesso come un modello tra le nazioni islamiche, ha poi affermato che la soluzione ai problemi politici si troverà in una consultazione elettorale.

IRAN, UN MEDIO ORIENTE ISLAMICO CONTRO ISRAELE – Il rovesciamento dei regimi attualmente al potere in diversi Paesi arabi, tra cui l’Egitto, porterebbe a un miglioramento dei loro rapporti con l’Iran e alla creazione di “un Medio Oriente islamico e potente capace di opporsi a Israele”. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehman-Parast. “I grandi movimenti di popolo ai quali assistiamo in questi giorni in Medio Oriente e nel Nord Africa – ha affermato Mehman-Parast durante la sua conferenza stampa settimanale – mirano a mettere fine alla dipendenza dalle grandi potenze. Si tratta di un risveglio islamico e come andrà a finire dipenderà dalla situazione nella regione e dai popoli”. Teheran ha rotto le relazioni diplomatiche con Il Cairo oltre 30 anni fa, dopo la rivoluzione islamica iraniana, per protesta contro i trattati di pace di Camp David firmati dal presidente egiziano Anwar Sadat con Israele. Ieri il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha detto di temere che in Egitto possa emergere un regime islamico radicale come in Iran. ”Basta con le critiche al regime del presidente egiziano Hosni Mubarak, che invece va sostenuto, nell’interesse dell’Occidente e del Medio Oriente nel suo complesso”, sottolineava ieri giornale Haaretz

UE: LIBERE E GIUSTE ELEZIONI – I ministri degli Esteri della Ue hanno lanciato ieri un appello alle autorita’ egiziane perche’ spianino la strada allo svolgimento di ”libere e giuste elezioni”. Il consiglio dei ministri degli Esteri della Ue chiede alle autorita’ egiziane di ”intraprendere una ordinata transizione attraverso un governo di largo consenso che porti ad un processo genuino di sostanziale riforma democratica nel pieno rispetto dello stato di diritto e dei diritti umani e delle liberta’ fondamentali, spianando la strada allo svolgimento di libere e giuste elezioni”, recita il testo approvato al termine del consiglio Esteri della Ue.

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