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La Spagna riceve 6mila migranti e schiera l’esercito, la situazione

La Spagna respinge, il 18 maggio, migranti che hanno nuotato dal Marocco fino a Ceuta. Aggiungendo truppe al confine, Madrid ha restituito quasi la metà delle 6.000 persone che sono arrivate, le istituzioni di Ceuta hanno descritto l’episodio come un’invasione. Migranti e rifugiati hanno continuato a raggiungere le coste, anche se in minor numero rispetto al giorno prima a causa di una maggiore vigilanza sul lato spagnolo del confine.

Nella giornata di martedì la Spagna ha inviato precisamente 2.700 persone in Marocco.

Il ministro per l’Inclusione, la sicurezza sociale e la migrazione, Josè Luis Escrivá, ha detto che vengono effettuati controlli “a un ritmo significativo” e che gli accordi con il Marocco in materia di migrazione “sono molto chiari”.

Secondo il governo, l’arrivo massiccio nelle ultime ore non trova correlazione con la decisione della Spagna di consentire che venga curato in un ospedale di Logroño il capo del Fronte Polisario, Brahim Gali.

José Luis Escrivà ha ammesso che quanto accaduto “non era atteso”, successivamente ha spiegato che il fenomeno, però, è legato alla pandemia e, altresì, all’ulteriore processo di impoverimento che sta avendo luogo nei Paesi sub-sahariani.

Decine di bambini si sono gettati in mare non accompagnati, intere famiglie e madri con neonati hanno provato a raggiungere a nuoto il territorio di competenza spagnola.

La polizia locale riporta che decine di migranti hanno saltato la recinzione di confine a Melilla e sono riusciti ad accedere alla citta’ all’alba di oggi. Diversi gruppi poi sono stati scortati verso il Centro di permanenza temporanea degli immigrati.

Il premier socialista Pedro Sánchez ha annunciato la sua immediata visita a Ceuta e Melilla, cancellando il suo viaggio a Parigi. “Agiremo con fermezza di fronte a qualsiasi sfida e circostanza”, ha dichiarato Sánchez dalla residenza presidenziale de La Moncloa. Il premier spagnolo ha definito la situazione una “grave crisi” per la Spagna e per l’Europa.

A Ceuta è atteso anche il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska.

Matteo Giacca

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