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La sinistra torna al potere in Cile, vince Boric

Il Cile ha un nuovo presidente: Gabriel Boric. Avrà lui le chiavi del Palacio de la Moneda. Nel ballottaggio il candidato di sinistra, leader della coalizione Apruebo Dignidad, ha ottenuto il 55,8% dei voti, contro il 44,1% dell’avversario, leader dell’estrema destra pinochetista, José Antonio Kast.

Nel suo “discorso della vittoria”, introducendosi in lingua indigena dei Mapuche, ha riconosciuto che «il futuro prossimo non sarà facile: dovremo affrontare le conseguenze sociali, economiche e sanitarie della pandemia, andremo avanti a passi brevi ma decisi» ma ha assicurato anche che guiderà «un governo aperto, perché un governo non avanza da solo. Con noi, la gente entra a La Moneda».

In seguito ha ribadito la promessa di combattere il cambiamento climatico bloccando una controversa miniera di rame. In conclusione, Boric ha fatto riferimento esplicito al discorso della vittoria fatto da Salvador Allende, nella notte del 4 settembre 1970: «Vayan a sus casas con la alegría sana de la limpia victoria alcanzada»

Il nuovo presidente entrerà in carica ufficialmente il 22 marzo 2022.

L’elezione del 35enne è politicamente rivoluzionaria, vista dall’esterno, in quanto rappresenta il raggiungimento di una posizione apicale da parte di un ex attivista universitario. Boric è stato leader della Federazione degli studenti dell’Università del Cile. Da giovane ha fatto parte del movimento Izquierda Autónoma, di radice socialista.

La svolta cilena porta il nome di Gabriel Boric, rappresentante di cambiamento radicale nella storia contemporanea del paese di Allende.

Matteo Giacca

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