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Israele si ferma per la Shoah

All'indomani dell'attacco sferrato dal presidente iraniano, Mahmud Ahmandinejad, nel corso della conferenza di Ginevra sul razzismo, Israele commemora la Shoah, l'olocasusto che vide vittime sei milioni di ebrei nei campi di sterminio nazisti, con due minuti di silenzio nel corso dei quali l'intero Paese si è fermato.

All’indomani dell’attacco sferrato dal presidente iraniano, Mahmud Ahmandinejad, nel corso della conferenza di Ginevra sul razzismo, Israele commemora la Shoah, l’olocasusto che vide vittime sei milioni di ebrei nei campi di sterminio nazisti, con due minuti di silenzio nel corso dei quali l’intero Paese si è fermato. Alle 10 in punto (le 9 in Italia) tutte le persone hanno interrotto le proprie attività e si sono bloccate in mezzo alla strada, rimanendo immobili in raccoglimento. Le cerimonie in Israele per l’annuale giornata del ricordo dell’Olocausto sono iniziate al tramonto di ieri sera e si concluderanno al tramonto di oggi.

AHMADINEJAD IN TRIONFO – Ahmadinejad, nel frattempo ha avuto un’accoglienza da eroe al ritorno stamane a Teheran dopo la sua partecipazione alla conferenza Onu, la cosiddetta «Durban 2». Al presidente iraniano sono stati offerti fiori e una folla di studenti militanti fondamentalisti ha gridato ripetutamente lo slogan «Morte all’America». «Prenderò parte a tutte le conferenze internazionali – ha affermato Ahmadinejad – nonostante il volere dell’Occidente». «Quella gente grida slogan sulla tolleranza degli oppositori e sulla libertà di parola – ha detto ancora Ahmadinejad – ma insulta l’onore delle nazioni e i valori divini». Il presidente iraniano ha affermato che i Paesi occidentali «non hanno tollerato una parte delle parole di chi si oppone loro». «Questa – ha concluso – è la natura del pensiero disumano del liberalismo».

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