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Israele: “Tregua di tre ore ogni giorno”

Le forze armate israeliane hanno annunciato che da interromperanno i bombardamenti sulla Striscia di Gaza per tre ore ogni giorno. Lo ha detto un portavoce militare, dopo le dichiarazioni del premier Ehud Olmert. Israele ha quindi accolto la richiesta della comunità internazionale di lasciare aperti corridoi umanitari per Gaza: i bombardamenti saranno sospesi «tra le 13 e le 16» (un'ora in meno in Italia).

Le forze armate israeliane hanno annunciato che da interromperanno i bombardamenti sulla Striscia di Gaza per tre ore ogni giorno. Lo ha detto un portavoce militare, dopo le dichiarazioni del premier Ehud Olmert. Israele ha quindi accolto la richiesta della comunità internazionale di lasciare aperti corridoi umanitari per Gaza: i bombardamenti saranno sospesi «tra le 13 e le 16» (un’ora in meno in Italia).

FRATTINI – La tregua è da «perseguire con pervicacia perché è il primo spiraglio a una tregua permanente», ha commentato il ministro degli Esteri, Franco Frattini. «Adesso occorre il controllo sul rispetto della tregua e sul flusso e il traffico di armi che alimentano Hamas, non solo da personale internazionale, ma anche da quello dell’Autorità nazionale palestinese, che deve riprendere il controllo delle frontiere. Serve una mediazione araba, e forse la mediazione egiziana può riuscire dove in passato ha fallito. Una presenza solo europea non sarà sufficiente», ha aggiunto Frattini, sottolineando che l’Italia ha «già un impegno nella missione europea, e quando vi saranno le condizioni siamo disposti a contribuire».

RIUNIONE GOVERNO – Olmert ha convocato il consiglio di difesa del governo israeliano per fare il punto sulla situazione a Gaza dodici giorni dopo l’inizio della operazione Piombo fuso. Il governo dovrà decidere se estendere ulteriormente le operazioni militari oppure cedere alle crescenti pressioni diplomatiche per un cessate il fuoco immediato.

BOMBE E RAZZI – Due miliziani palestinesi sono morti negli attacchi notturni a Gaza. Fonti mediche locali hanno reso noto che finora sono almeno 660 i palestinesi rimasti uccisi dall’inizio delle ostilità e circa 3 mila i feriti. L’aviazione e la marina israeliani hanno colpito obiettivi nella zona di Rafah e nel campo profughi di Nusseirat. Ripreso anche il lancio di razzi palestinesi sparati da Gaza, che sono caduti ad Ashdod, Ashqelon e Sderot. Ad Ashqelon sono stati colpiti due edifici, ma non si ha notizia di vittime. Le scuole restano chiuse per ragioni prudenziali. Fanteria e blindati israeliani hanno evacuato mercoledì mattina Khan Younes, nel sud della Striscia di Gaza, che avevano occupato il giorno prima, e si sono ritirati dal lato israeliano della frontiera. Lo hanno indicato testimoni palestinesi. Un portavoce dell’esercito non ha commentato la notizia.

SCUOLA COLPITA – Israele «non sapeva che c’erano civili nella scuola» elementare femminile gestita dell’Onu presso il campo profughi di Jabaliya dove martedì in un attacco israeliano sono rimaste uccise almeno 40 persone. Lo ha detto Avi Pazner, portavoce del governo israeliano, nel corso della trasmissione Radio Anch’io su Radio Uno. «Hamas ha sparato mortai da questa scuola, per noi era un obiettivo militare», ha spiegato Pazner. Un portavoce militare israeliano ha riferito che l’esercito ha replicato ai colpi di Hamas partiti dall’edificio. Lo confermerebbero i corpi dei miliziani che sarebbero stati trovati tra le macerie della scuola. «Già in passato Hamas ha sparato contro le truppe israeliane dalla scuola, facendo un uso cinico dei civili», ha aggiunto il portavoce. L’Unrwa (l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi) però smentisce e chiede un’inchiesta indipendente. Christopher Gunness, portavoce del’Unrwa, ha replicato che «al 99,9% non c’erano miliziani né loro attività nell’edificio e nel complesso che lo circonda. Se le regole della guerra sono state violate, i responsabili devono essere portati davanti alla giustizia».

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