L’Ucraina minaccia di tagliare il gas metano diretto all’Europa
31 Dicembre 2008
I ritiri eccellenti del 2008
1 Gennaio 2009
Mostra tutto

Israele: “No alla tregua di 48 ore”

Il governo israeliano ha respinto la proposta francese di una tregua di 48 ore a scopo umanitario. Prosegue dunque l'offensiva aerea contro le installazioni di Hamas sulla Striscia di Gaza, entrata nel suo quinto giorno. Lo afferma la radio militare israeliana, secondo cui questa decisione - nonostante l'appello lanciato da Parigi dall'Unione europea - è emersa la scorsa notte al termine di una lunga consultazione fra il premier Ehud Olmert, il ministro degli esteri Tzipi Livni e il ministro della difesa Ehud Barak.

Il governo israeliano ha respinto la proposta francese di una tregua di 48 ore a scopo umanitario. Prosegue dunque l’offensiva aerea contro le installazioni di Hamas sulla Striscia di Gaza, entrata nel suo quinto giorno. Lo afferma la radio militare israeliana, secondo cui questa decisione – nonostante l’appello lanciato da Parigi dall’Unione europea – è emersa la scorsa notte al termine di una lunga consultazione fra il premier Ehud Olmert, il ministro degli esteri Tzipi Livni e il ministro della difesa Ehud Barak.

L’OPERAZIONE – Ad indurire la posizione di Israele, ha spiegato l’emittente, sono stati i ripetuti lanci di razzi palestinesi contro la città di Beer Sheva che hanno dimostrato che «gli obiettivi della operazione ‘Piombo fuso’ non sono stati ancora raggiunti». La questione sarà comunque nuovamente discussa oggi dal gabinetto per la sicurezza del governo Olmert.

CESSATE-IL-FUOCO – Israele sta comunque esaminando le proposte ricevute a livello internazionale per un cessate-il-fuoco che abbia carattere «permanente»: lo ha precisato un portavoce del ministero degli Esteri dello Stato ebraico, Yigal Palmor. Esistono parecchie proposte avanzate da diverse parti nel mondo», ha osservato a sua volta Palmor. «Con tali parti c’è un dialogo finalizzato al raggiungimento di un accordo serio per un cessate-il-fuoco permanente a determinate condizioni», ha dichiarato ancora il portavoce ministeriale, sottolineando come tra esse rientri soprattutto un’interruzione «totale» degli attacchi con i razzi da Gaza.

RAID – Secondo ‘Haaretz’ che cita fonti militari, gli obiettivi dei nuovi raid sono uffici governativi di Gaza, ma anche i tunnel usati per il contrabbando al confine con l’Egitto. Stando a informazioni palestinesi, nel nord di Gaza durante un bombardamento è morto un uomo e altri due sono rimasti feriti; l’agenzia Ramattan precisa che si trattava dello staff di una squadra di soccorso e che il missile israeliano ha colpito la loro ambulanza. Il bilancio aggiornato delle vittime palestinesi fornito da fonti mediche locali alla tv araba ‘al-Jazeera’ è salito a 390 morti e 1800 feriti.

RAZZI – Prosegue anche il lancio di razzi dalla Striscia. Tre razzi di tipo Grad, sparati dai miliziani di Hamas, sono caduti nei pressi di Beersheva, nel sud di Israele, a circa 40 chilometri da Gaza. Colpita in pieno una scuola, che in quel momento era vuota. L’attacco è stato rivendicato in un comunicato dalle Brigate Ezzedin al Qassam, il braccio armato di Hamas. Diversi razzi sono esplosi anche ad Ashqelon.

Comments are closed.