Austria, a processo il padre-mostro
16 Marzo 2009
Berlusconi risponde a Confindustria: “Abbiamo dato soldi veri”
16 Marzo 2009
Mostra tutto

Israele, accordi tra Netanyahu e l’estrema destra

Il Likud, il partito di destra israeliano del primo ministro designato , ha concluso nelle ultime ore un accordo di coalizione con Israel Beitenu, la formazione della destra radicale guidata da Avigdor Lieberman. Lo ha riferito un portavoce del partito al termine di un incontro negoziale durato parecchie ore.

Il Likud, il partito di destra israeliano del primo ministro designato , ha concluso nelle ultime ore un accordo di coalizione con Israel Beitenu, la formazione della destra radicale guidata da Avigdor Lieberman. Lo ha riferito un portavoce del partito al termine di un incontro negoziale durato parecchie ore.

In base a questo accordo, Israel Beitenu, terzo maggior partito di Israele dopo il voto dello scorso 10 febbraio, dovrebbe ottenere cinque ministeri: quello degli Esteri, che dovrebbe andare al capo del partito Avigdor Lieberman (figura molto discussa per la sua retorica anti-araba), e quelli della Sicurezza interna, delle Infrastrutture, del Turismo e dell’Integrazione.
L’accordo è il primo raggiunto da Netanyahu da quando è stato incaricato di formare il nuovo governo.

Il Likud e Israel Beitenu insieme non hanno una maggioranza tra i 120 seggi della Knesset, e hanno bisogno di concludere accordi con altre formazioni per ampliare l’alleanza, ma quello di questa sera è il primo passo concreto verso la formazione di un nuovo governo in Israele. Netanyahu, che fu già primo ministro dal 1996 al ’99, guarda alla scadenza del 3 aprile per portare a termine il mandato di formare il nuovo esecutivo, dopo essere stato incaricato il mese scorso dal presidente Shimon Peres.

Finora aveva anche cercato l’appoggio del partito centrista Kadima del ministro degli Esteri uscente Tzipi Livni, con un’apparente offerta di costruire un governo di larghe intese, capace di continuare gli sforzi di pace con i palestinesi. Un riavvicinamento negli ultimi giorni aveva fatto pensare a una svolta rispetto al secco ‘niet’ espresso dalla Livni, appena tre settimane fa. Un rifiuto da lei attribuito a contrasti fondamentali proprio in tema di processo di pace con i palestinesi, dovuto soprattutto al rifiuto di Netanyahu di impegnarsi espressamente a una soluzione basata sulla costituzione di uno stato di Palestina al fianco di Israele.

Comments are closed.