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Iran, il governo vieta le manifestazioni

«Illegale». Così il ministero dell'Interno iraniano ha definito la manifestazione dei sostenitori di Mir Hossein Mousavi annunciata per oggi contro l'esito del voto che ha dato la vittoria ad Ahmadinejad. Il governo ha sottolineato che «non è stata concessa alcuna autorizzazione e qualsiasi tipo di marcia o di adunata è interdetta».

«Illegale». Così il ministero dell’Interno iraniano ha definito la manifestazione dei sostenitori di Mir Hossein Mousavi annunciata per oggi contro l’esito del voto che ha dato la vittoria ad Ahmadinejad. Il governo ha sottolineato che «non è stata concessa alcuna autorizzazione e qualsiasi tipo di marcia o di adunata è interdetta». Un responsabile del ministero ha poi precisato che il divieto riguarda proprio la richiesta avanzata domenica da Mousavi di organizzare una marcia pacifica da Enqelab ad Azadi.

SPARI A TEHERAN – Non è escluso però che gruppi di manifestanti si riuniscano in alcuni luoghi della capitale, spiegano i sostenitori dell’ex candidato moderato. E un giornalista dell’Afp ha riferito che i poliziotti hanno sparato quattro o cinque colpi di pistola in aria per forzare i manifestanti ad arretrare su un viale di Teheran, nella strada Motahari. Non si ha notizia di feriti. Sabato e domenica la capitale è stata teatro di vere e proprie sommosse e di scontri violenti con la polizia: 170 persone sono state arrestate. I manifestanti accusano Teheran di irregolarità nel voto per garantire la rielezione di Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica islamica.

RAID IN OSPEDALE – Nella notte c’è stato un raid di agenti della sicurezza nell’ospedale Hezar Takhtekhabi di Teheran. Lo riferisce il segretariato del Consiglio nazionale della resistenza in Iran. Gli agenti, che volevano arrestate alcuni manifestanti feriti, hanno aggredito il personale medico che solo dopo due ore è riuscito a convincere le forze dell’ordine a lasciare la struttura. Nel frattempo, anche a causa della sospensione della normale attività, numerosi altri feriti si sono aggiunti a quelli in attesa di cure. Secondo l’organizzazione dei Mujahedin in Iran le persone arrestate a Teheran sarebbero centinaia. La presidente del Consiglio della Resistenza, Maryam Rajavi, ha sollecitato le principali organizzazioni internazionali, Onu in testa, a condannare la repressione e a intraprendere azioni per la liberazione degli arrestati.

MEDIA IMBAVAGLIATI – Il governo agisce anche sul fronte dell’informazione. Due giornalisti della televisione pubblica olandese sono stati espulsi perché filmavano gli scontri. I direttori dei canali pubblici tedeschi Ard e Zdf hanno scritto all’ambasciatore iraniano accusando le autorità di Teheran di impedire ai loro giornalisti di riferire su quanto sta accadendo nel Paese. Il corrispondente dell’Ard, Peter Mezger, non può lasciare l’albergo e a quello dello Zdf, Halim Hosny, come ad altri suoi colleghi, è stato negato il diritto di seguire gli avvenimenti. Due giornalisti belgi, Willy Vandervorst della radio pubblica francofona Rtbf e Jef Lambrecht di quella fiamminga Vrt, sono stati fermati domenica per circa un’ora a Teheran e rilasciati con la consegna di non scattare foto o riprendere filmati. Un tecnico audio della rete pubblica spagnola Rtbf, Miguel Allo, è stato aggredito dalle forze dell’ordine mentre seguiva una manifestazione, dopo che sabato gli era stato sequestrato un video.

CONVOCATO AMBASCIATORE TEDESCO – Cresce la preoccupazione nella comunità internazionale. La Germania ha convocato l’ambasciatore iraniano a Berlino perché fornisca spiegazioni su quanto sta accadendo nel Paese e in particolare sulle denunce di brogli e gli scontri. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier: «Queste sono circostanze che mi hanno spinto a ordinare che l’ambasciatore iraniano sia convocato al ministero degli Esteri». Il capo della diplomazia di Berlino ha detto inoltre di aver chiesto all’Iran «con alcuni colleghi europei, di chiarire immediatamente se i risultati elettorali annunciati possano essere presi sul serio o meno».

AMNESTY: APRIRE INCHIESTA – Amnesty International ha chiesto alle autorità iraniane di aprire un’inchiesta sugli interventi messi in atto dalle forze di sicurezza per disperdere le manifestazioni. «Le scioccanti scene di violenza che hanno avuto per protagoniste le forze di sicurezza devono costituire l’oggetto di una indagine immediata e i responsabili di violazioni dei diritti umani devono finire in tribunale» ha detto Hassiba Hadj Sahraoui, vice-direttrice del programma per il Medio Oriente e l’Africa. L’organizzazione denuncia che agenti in borghese avrebbero picchiato con mangani i sostenitori di Mousavi.

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